RASSEGNA PER CORI GIOVANILI E SCOLASTICI ‘CORINFESTA’

Per il secondo anno consecutivo ho accolto il gradito invito di Luca Buzzavi a presenziare alla bella rassegna dedicata ai Cori Giovanili e Scolastici “Corinfesta”, promossa da AERCO e dalla Scuola “C.G.Andreoli” di Mirandola e giunta quest’anno alla settima edizione.
Arrivato a Mirandola con largo anticipo, ho avuto la possibilità di visitare la nuova struttura scolastica antisismica, pensata e realizzata dopo il terremoto che nel 2012 ha colpito la nostra Emilia.
L’edificio che contiene la Scuola “C.G.Andreoli”, è da considerarsi un vero e proprio gioiello nel suo genere, con sale insonorizzate, strumenti ben conservati, biblioteca musicale annessa e un ampio spazio comune. All’interno di quest’ultimo si è svolta la merenda pomeridiana, preparata, con cura ed amore, dai genitori dei giovani coristi e studenti.
In questo momento conviviale si è “respirato” un clima familiare di grande serenità, socialità, comunione e amore fraterno.
Passeggiando attraverso il lungo corridoio della scuola ho osservato una persona che stava fissando al muro stupende foto in bianco e nero, dalle tinte vagamente felliniane.

All’interno di ciascuna di queste foto si coglievano sprazzi di vita scolastica e s’immortalavano emozioni e sentimenti, che da esse parevano, realmente, prendere vita.

Veniamo ora al concerto tenutosi nella multisala “Rita Levi Montalcini” situata un poco fuori dal centro di Mirandola.
La struttura dalla forma assai originale, non essendo nata per la musica, abbisognerebbe di un intervento atto a migliorarne la propagazione acustica del suono.
L’inserimento alle spalle del palco di una camera acustica in legno, in particolare in abete, potrebbe contribuire a migliorare, notevolmente, l’acustica stessa ed il conseguente ascolto, al momento, assai penalizzato; in particolare nelle zone laterali.

Durante la serata, presentata, con brio e simpatia, da Silvia Biasini, si sono succedute quattro compagini corali giovanili impegnate in repertori assai variegati e coinvolgenti.
Ha aperto la serata il “Piccolo Coro della Scuola Dante Alighieri” di Mirandola diretto, con gesto semplice, sintetico ed efficace, da Gianni Guicciardi, che ha affrontato quattro composizioni corali impegnative, scritte con gusto dal direttore stesso e tratte dal progetto scenico musicale “Avventura” su testi di E.Razzaboni.
All’interno di queste composizioni riecheggiava, vagamente, il carattere teatrale di ” Wir Bauen Eine Stadt” opera del 1930 di P. Hindemith (1895-1963).
Buoni l’assieme generale e la vocalità del gruppo, mentre migliorabili, l’intonazione e l’espressività.
Nel complesso il suono, che definirei “in bianco e nero”, è risultato assai curato anche nel registro acuto delle voci, vero e proprio “tallone d’Achille” delle compagini giovanili.
Assai convincente la vocalità anche nella fascia grave del registro vocale, nella quale il suono del “Piccolo Coro” è risultato compatto e ricco di armoniche.
I cantori hanno dimostrato così di aver assorbito la lezione di Guicciardi, il quale ha richiesto ai propri giovani coristi una notevole intensità e tenuta del suono, utili a rafforzare la scrittura musicale che definirei madrigalistica, pur con un linguaggio assai aderente alla musica leggera italiana.
Unica nota dolente l’utilizzo delle basi sonore pre-registrate, che seppur comode, hanno penalizzato, un poco, la libertà interpretativa del direttore e dei coristi stessi.


Si è quindi esibito il coro di voci bianche “Aurora” diretto con piglio e personalità da Luca Buzzavi e accompagnato al pianoforte, con gusto e professionalità, da Velislava Stefanova.
La compagine corale è stato impegnata in un repertorio assai complesso, in cui spiccavano “Cuckoo!” di
B. Britten (1913-1976) e “Gruss” di F. Mendelssohn (1809-1847), oltre all’impegnativo “Festive Sanctus” di A. Bernardelli (1964), brano vincitore del Primo premio alla prima edizione(2017) del Concorso internazionale di Composizione per voci bianche “Corinfesta”.

Con la scelta di questo complesso ed interessante programma il direttore non ha avuto timore a “mettere a nudo” i pregi e i difetti del proprio gruppo, il quale ha dimostrato una buona compattezza vocale, nonostante da parte di alcuni elementi si riscontrassero alcune difficoltà nella proiezione e nella tenuta del suono, causate dall’imminente muta della voce.
Resta comunque assai apprezzabile la scelta di Buzzavi di spingersi su composizioni di musica d’arte,
in un panorama corale, che sempre di più vede l’affermarsi di “musichette di facile ascolto” e, nella maggior parte dei casi, non di grande valore artistico.

Un consiglio che mi sento di dare al direttore è quello di provare una disposizione più distanziata dei singoli coristi, la quale può contribuire a far diminuire gli inevitabili battimenti del suono, causati dalla diversità timbrica delle voci, assai frequente, quando si hanno cantori di varie età.

La microfonazione delle voci, peraltro fatta con professionalità, mediante quattro microfoni ambientali posti alle spalle del coro, come nella maggior parte dei casi, ha acuito qualsiasi minima imperfezione del coro.
Anche il suono del pianoforte ripreso con due microfoni ravvicinati e riprodotto su due diffusori posti ai lati del palco, è risultato un poco falsato timbricamente.
Tale scelta è comunque giustificabile dall’esigenza, da parte del direttore, di avere un giusto sostegno strumentale, indispensabile nell’affrontare, con un coro giovanile, una letteratura corale di grande pregio. Di notevole impatto anche il supporto della nuova sezione del Coro Aurora dedicata alle ‘Mani bianche’, il gruppo ‘ManIncanto’ diretto da Tamara Proietti e Donata Campagnoli, che segnando con le mani la musica, ci ha ricordato che, si pu. dare ‘voce’, tramite la ‘poesia’ del movimento, anche a chi si esprime, maggiormente, con la ‘voce interiore’; rispetto a quella fisica prodotta mediante le corde vocali.

Si è quindi esibito il coro dell’I.C. Correggio 2 diretto da Daniela Managoli, che ha affrontato con slancio ed energia alcuni brani tratti dalla fiaba teatral-musicale “I capelli del diavolo” di A.Basevi (1957), scritti con gusto e spiccato umorismo dal compositore genovese.

L’assieme delle voci nel complesso non è stato impeccabile, anche se in generale sono risultati molto apprezzabili sia l’intonazione del gruppo, che l’interpretazione dei singoli brani, dimostrando così l’efficacia del lavoro didattico svolto dalla direttrice stessa.

La vocalità del coro seppur migliorabile, nel complesso è risultata buona, vista anche l’eterogeneità delle voci, guidate con mano ferma dalla Managoli.

Anche in questo caso le basi musicali pre-registrate, seppur realizzate con buon gusto, hanno costretto la direttrice ad un eccessivo logorio, penalizzando l’esecuzione musicale, senza arricchire ulteriormente la timbrica del coro stesso.

Assai simpatico e spigliato il ragazzo che ha svolto il ruolo di recitante, che, pur dovendo praticare un poco la dizione, ha dimostrato di avere buone doti, riprendendosi con destrezza anche nei momenti in cui ha avuto qualche defiance, quest’ultime spesso indotte da applausi del pubblico in momenti poco opportuni allo svolgersi della continuità teatrale.

Infine ha chiuso la serata il coro scolastico “Don Dossetti” di Cavriago (RE), guidato con decisione e musicalità da Ilaria Cavalca e accompagnato al pianoforte con misura e gusto da Nicole Costoli.

Il repertorio presentato dal coro è stato assai interessante. Si sono alternati brani di autori contemporanei italiani, A.Basevi e G.Coppotelli (1961), a brani popolari della tradizione ebraica, veneta e finlandese.

Il percorso musicale ben strutturato ha raggiunto momenti di notevole poesia; ed anche la vocalità del coro, nel complesso, è risultata convincente.

Ancora un po’ di lavoro c’è da svolgere per migliorare l’assieme generale e l’intonazione del coro, che risentiva di qualche battimento del suono, soprattutto tra le voci vicine.

Anche in questo caso una disposizione più distanziata dei coristi avrebbe potuto attenuare questa problematica comune alla maggioranza dei cori, in particolare di quelli a voci pari.

Il concerto si è quindi concluso con l’esecuzione a cori uniti del brano “Giro giro” di G.Guicciardi, su testo di E.Razzaboni, diretto da Luca Buzzavi, in cui l’aspetto dell’impatto sonoro ed emotivo ha preso il sopravvento rispetto a quello prettamente musicale.

Ritorno da questa VII edizione di “Corinfesta” notevolmente arricchito nell’anima, grazie al prezioso ed instancabile lavoro di questi bravi educatori.

Si può affermare che quest’ultimi stiano gettando le basi, tramite l’insegnamento della grande disciplina corale, non solamente per futuri buoni cantori, ma soprattutto, per ottimi individui di domani.

Infine desidero fare, a nome mio e di AERCO, un particolare ringraziamento al Direttore della Scuola “C.G.Andreoli” Mirco Besutti vera e propria “anima” di una realtà, che, grazie al suo incessante impegno e lavoro, è divenuta un “fiore all’occhiello”, non solamente per L’Emilia-Romagna.

 

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Daniele Venturi

Daniele Venturi nasce a Porretta Terme (Bologna) nel 1971 da una famiglia di cantori popolari ed entra a far parte di un coro fin dalla tenera età. In seguito studia composizione con Gérard Grisey, Giacomo Manzoni, Fabio Vacchi, Ivan Fedele e Luis de Pablo e direzione d’orchestra con Piero Bellugi, diplomandosi in Musica corale e direzione di coro con Pier Paolo Scattolin al Conservatorio G.B. Martini di Bologna e in Composizione. È fondatore e direttore del coro d’ispirazione popolare Gaudium (1992) e dell’ensemble vocale Arsarmonica (2006). Artista tra i più apprezzati della sua generazione, sin dagli esordi si distingue per la scrittura lirica e il raffinato gusto armonico e contrappuntistico.

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