LA GRANDE MUSICA CORALE IN UN PICCOLO PAESE: UNA CONVERSAZIONE CON IL COMPOSITORE LITUANO VYTAUTAS MISKINIS

Andrea Angelini: Come è stata la tua esperienza di crescere in Lituania?
Vytautas Miškinis: Da bambino abitavo nella bella cittadina di Zervynos, dove metà degli abitanti erano miei parenti, da parte di mia madre. Si trattava di un posto tranquillo, lì ho frequentato la prima classe elementare; poi, all’inizio del secondo anno di scuola ci siamo trasferiti a Vilnius, la capitale. Mi ricordo che ho sempre amato cantare, non importa dove e quando: durante i pasti, nel bosco, nel bagno…Ben presto i miei genitori hanno notato questo mio interesse e mi hanno iscritto al coro maschile, dove ho cominciato la mia educazione musicale. Imparavo facilmente e di questo si accorse il direttore del coro, Harry Perelstein, che mi ha diretto e guidato in questo cammino e dal quale ho appreso tutte le mie competenze musicali. Mi sentivo orgoglioso di prendere lezioni musicali private come i grandi Mozart, Bach, Bruckner ed Elgar che hanno studiato privatamente. Oltre all’insegnamento musicale, la personalità di Perelstein ha avuto una grande influenza su di me. A 17 anni ho cominciato a frequentare l’Accademia Musicale e sono diventato assistente del direttore e, a 21 anni, sono diventato il secondo direttore del Coro Statale di Kaunas. Poi, a 25 anni, sono diventato Direttore Artistico del coro maschile, dopo il mio predecessore Perelstein, che si era trasferito negli Stati Uniti d’America. Di lì a poco ho fondato la Scuola di Musica Ąžuoliukas. Quanto sopra descritto potrebbe sembrare una semplice biografia, ma per l’ambiente chiuso  in cui vivevamo, la situazione era in realtà molto complessa: ci era proibito dal governo eseguire concerti all’estero e la diffusione di informazioni musicali era molto limitata. C’erano libri di testo di musica, politicizzati, e lo studio di una lingua straniera è stato uno dei pochi mezzi per apprendere la letteratura musicale di altre culture. Critiche a parte, l’educazione musicale e la formazione musicale professionale era di alta priorità per il governo. La piramide per l’insegnamento professionale funzionava bene: Scuola di Musica, College di Musica (equivalente all’attuale Conservatorio), Scuola Superiore di Musica (ora Accademia di Musica). A quei tempi, un diplomato all’Accademia di Musica, aveva il lavoro garantito, mentre ora si tratta di una questione personale e privata di fortuna. Inoltre, in quel periodo, le vacanze estive dei bambini erano organizzate dallo Stato ed i genitori potevano permettersi di mandare i loro figli ai campi estivi in cui veniva assicurato vitto, alloggio, attività sportiva e divertimento, sicuri che i bambini avrebbero avuto una piacevole vacanza.  Purtroppo con le spese  correnti per l’istruzione, i campi estivi sono troppo costosi per molte famiglie e sono spesso considerati un lusso. Con la scomparsa dei campi estivi statali, sono orgoglioso di organizzare, ogni anno, campi estivi per 130 coristi,  ma la durata dei campi è già diventata più breve e meno alla portata di molte famiglie. Non prendete le mie parole come nostalgia per i vecchi tempi! Noi viviamo in una società moderna dove il benessere dipende dalle possibilità economiche. Per chiudere, vorrei citare un antico detto romano: ‘Se non sei istruito nella musica, sei un plebeo’. La musica per molti versi, è diventata oggetto di esigenze edonistiche piuttosto che parte dell’educazione estetica. Che tristezza! Oggi la musica è meno supportata e la partecipazione alle attività corali nella scuola non è più obbligatoria. La legge prevede che il Ministero dell’Istruzione stabilisca il curriculum e che le scuole siano finanziate e sostenute, ma i Comuni controllano le loro funzioni. Tali sono i cambiamenti nell’era del capitalismo.

AA: Parliamo della trasformazione del vostro approccio al fare musica dopo il 1990, se c’è stato. Si sono verificati cambiamenti nella musica corale e nell’educazione musicale?
VM: In passato, nessuna spesa è stata risparmiata per l’educazione musicale corale per dimostrare la superiorità del sistema educativo sovietico sugli standard occidentali, in quanto è stato uno dei settori in cui poteva essere applicato un approccio politico. Era più facile gestire una  massa che  una sola persona. Pertanto, la partecipazione di massa ai cori e l’educazione musicale sono state notevolmente incoraggiate, e c’era anche un incarico ufficiale di Coordinatore per  lo sviluppo dell’Arte e della Cultura di massa. Come forse sapete, oltre all’attività professionale, molta attenzione è stata posta al  mantenimento dell’attività amatoriale e al suo sviluppo. Sotto il regime sovietico, è stata sviluppata  una vasta rete di scuole di musica per bambini,  completamente gestite con  fondi pubblici. Comunemente, le imprese e le fabbriche incoraggiavano e finanziavano la partecipazione dei dipendenti nei cori, nei gruppi di danza, nei gruppi folk ed orchestre, e alcuni luoghi di lavoro avevano dato vita a propri centri culturali. Il coinvolgimento nella musica e nell’educazione musicale era da considerarsi obbligatoria. Fortunatamente, nonostante il regime sovietico, emersero molte cose positive. Ad esempio, l’educazione musicale è stata presente dalla scuola materna alla scuola secondaria ed era obbligatorio per le scuole avere un coro, una banda, un’orchestra o un gruppo di danza. Purtroppo, dopo il ripristino dell’indipendenza della Lituania, la rete di educazione musicale è stata rovinata, e non solo a causa della mancanza di fondi per il mantenimento di tutte le istituzioni educative culturali, ma anche al fine di cancellare e distruggere la memoria del regime sovietico. Oggi concetti come ‘il sistema sovietico di istruzione’, ‘l’eredità sovietica’ o ‘la rete sovietica’ sono parzialmente associati con l’arte, in gran parte perché la rete dell’arte amatoriale è stata interamente sponsorizzata dagli ex sindacati. Dopo che la Lituania è diventata membro dell’Unione Europea, sorprendentemente, è ripreso il finanziamento parziale per le strutture altamente sviluppate e ben funzionanti. Sfortunatamente, oggi i modelli ‘modernizzati’ della vita sono integrati secondo gli standard comuni dell’Unione Europea. Ancora, il principale obiettivo dell’identità culturale sembra essere come proteggere e mantenere le cose tradizionali che si sono legittimate nel tempo.

Vytautas Miskinis AA: Come sono state mantenute vive le tradizioni musicali corali lituane?
VM: Francamente parlando, un’aperta opposizione al regime sovietico non è mai stata dimostrata in quanto era pericoloso o semplicemente impossibile. Il Festival  Nazionale di Canti e  Danze ha offerto l’opportunità di conservare le tradizioni del nostro patrimonio culturale nazionale. Per quanto riguarda il repertorio del festival, nessuno osava discutere il suo contenuto. In generale, è stato accettato tutto ciò che non si opponeva all’ideologia del sistema sovietico. I canti popolari  e le danze sono stati curati con un’attenzione particolare in quanto hanno sostenuto la nostra identità nazionale. Tuttavia, il repertorio doveva essere vario, a livello internazionale, di solito costituito da brani di musica lituana, russa, lettone, estone o altro, eseguiti in lingua originale, e poi tradotti in russo e lituano. Dato che la Lituania era un Paese bilingue, la lingua lituanae quella  russa erano obbligatorie, ma il linguaggio lituano è sempre stata una priorità per i lituani autoctoni; era insegnato a scuola, utilizzato in pubblico e considerato la lingua madre in tutti i sensi. I sovietici temevano e rifiutavano di accettare il modernismo perché era associato con l’influenza occidentale, che per i sovietici significava capitalismo – un grande male che contestava i principi della società comunista e le sue idee. Nonostante qualsiasi comunista cercasse di limitare o ignorare l’influenza dell’Occidente, questa si era diffusa rapidamente in forma di dichiarazione tangibile di un ‘nascosto’ pensiero dimostrato principalmente attraverso la musica strumentale. Con una vasta quantità di composizioni di musica sinfonica, i messaggi non detti ad alta voce o le idee, erano avvertiti, nascosti in profondità, all’interno della musica. Allo stesso tempo, le idee comuniste e l’elogio del regime secondo le norme e i regolamenti stabiliti sono stati apertamente dichiarate e incoraggiate. L’arte popolare lituana non è stata né contestata, né vietata; al contrario, è stata tollerata e persino sviluppata. Nel frattempo, gli intellettuali hanno trovato alcuni elementi di resistenza nazionale nel patrimonio etnico-culturale e li hanno facilmente notati  poiché la parola è un potente strumento per portare un messaggio chiaro; alcuni testi di canzoni possedevano ambiguità o elementi del linguaggio di Esopo. Ad esempio, nel canto popolare armonizzato da M.K. Čiurlionis Oh, volare, volare il testo afferma: ‘Oh, cigni volate, volate per difendere la patria e chiamare i fratelli per…’ Ma i censori dei canti popolari lituani non hanno trovato nulla di specifico da criticare poiché in tali testi le allusioni e le ambiguità erano sovente nascosti tra le righe. E se un compositore avesse soddisfatto il regime per aver composto almeno un brano che lodasse il sistema sovietico, poteva comporre musica più liberamente poiché i censori favorivano quei compositori che avevano dimostrato fedeltà al governo, e di conseguenza, le loro opere erano scrutate meno severamente.

AA: La tua eleganza e la fluidità all’interno di stili diversi è notevole. Qual è il brano che hai scritto, di cui sei più soddisfatto?
VM: Ho scritto un gran numero di canti di generi differenti e di vari stili e circa 800 opere corali e sono particolarmente orgoglioso dei miei lavori per bambini e delle composizioni di musica sacra. Sono particolarmente soddisfatto della mia Light Mass per due pianoforti e trio jazz, che recentemente ho trascritto per orchestra. Poi viene la mia fiaba musicale per i bambini La fiaba sulla tenerezza il cui testo è basato sul libro dell’autore americano Steiner. Un’altra composizione è la Passione di San Giovanni, in tedesco, scritta per la Cattedrale di Graz, in Austria, per Evangelista (tenore), Pietro (tenore), Gesù (basso), Servo (soprano) e un coro a cappella a 4 voci (SATB). Ho anche scritto una composizione della durata di un’ora, in latino,  con organo e orchestra. Tra i compositori europei, mi è stato dato il soprannome di ‘Mister Cantate Domino’ per un motivo molto semplice: Cantate Domino è il mio brano più frequentemente eseguito, pubblicato da Carus Verlag, e considerato un best-seller. Non vorrei mai comporre un brano che possa screditarmi come compositore e quindi sono estremamente cauto nel pubblicare i miei lavori; nel caso in cui un mio lavoro risultasse poco interessante per il pubblico non avrei poi il coraggio di deluderlo nuovamente con una mia nuova composizione.

AA: Il tuo campo compositivo è molto vasto per un compositore contemporaneo. Ci puoi parlare del tuo processo compositivo, di cosa ti ispira.
VM: Ciò che mi ispira sempre è una poesia. Leggo sempre tanti testi poetici, specialmente poesie per bambini. A volte il testo mi ‘accende’ spontaneamente, altre volte mi sento indifferente. E’ più difficile con i brani su commissione, soprattutto quando il testo mi viene dato e mi viene fornita l’indicazione dello stile. Per fortuna, sono abbastanza veloce a comporre, perché ogni minuto vivo con la musica nella mia testa, nei miei  pensieri, e qualche volta anche nei miei sogni, che cerco di scrivere prima che l’audiovisivo svanisca. Tendo a sfruttare ogni minuto libero che possiedo, altrimenti non sarei riuscito a fare molto. Scrivo in attesa di un volo, a bordo di un aereo, nel corso di un minuto libero presso l’Accademia di Musica, quando uno studente non arriva per la sua lezione di direzione, a casa, al lavoro, semplicemente ovunque. Inaspettatamente, nel 2012 ho ricevuto dieci commissioni corali. Talvolta le idee nascono mentre sto guidando l’automobile. Poi mi fermo e cerco, in fretta, di catturare i pensieri su qualsiasi pezzo di carta e poi di correre a casa per esprimerli in forma musicale. Per esempio, Cantate Domino e diversi altri brani sono stati composti in questo modo. Inoltre, io amo la natura. Mi rigenera e libera la mia mente da tutti i pensieri negativi che affliggono le nostre vite. Quando mi sento triste, mi piace dedicarmi alla composizione di musica gioiosa. Quando sono ottimista, mi dedico alla musica nostalgica e melanconica. Chi lo sa, forse questo accade per bilanciare l’equilibrio nel mondo della natura, così come nella natura dell’uomo. Dopo la pioggia, aspettiamo che il sole torni a brillare e, allo stesso modo, dopo momenti di gioia seguono momenti di tristezza; anche l’euforia si placa con il passare del tempo.

AA: Grazie ai numerosi festival corali organizzati in Lituania, abbiamo modo di apprezzare i musicisti di maggior talento del tuo Paese. La ricca tradizione corale della Lituania ha aiutato il Paese ad ottenere maggiore riconoscimento in tutto il mondo?
VM: La Lituania è veramente un Paese ricco di talenti. Il nostro patrimonio etnico-culturale è molto vario e abbondante. All’interno della nostra popolazione di tre milioni, ci sono un numero significativo di cori e di artisti professionisti in molti campi. Il movimento corale è uno dei più potenti. Il potere del canto ha aiutato i Lituani a resistere alla pressione esercitata per venti anni dal regime sovietico, e ha sostenuto il desiderio di indipendenza della Lituania. Non c’è da meravigliarsi di questo fenomeno per il quale il canto si è rivelato più potente di un’arma: è stato definito La Rivoluzione del Canto. Non dimenticheremo mai la tradizione dei giganteschi Festival dei Canti Baltici che l’UNESCO, nel 2006, ha definito, con  orgoglio, ‘capolavoro dell’umanità’. Ho avuto l’onore di prendere parte alla creazione di una legge, approvata nel 2008, per sostenere la continuità della tradizione del Festival del Canto Lituano. Il fatto che tre cori lituani siano stati vincitori del  Gran Premio d’Europa, è più eloquente delle parole. Certo, dobbiamo ammettere che vi sono anche problemi, ma se confrontiamo la nostra situazione con quella di molti Paesi in cui il canto corale è meno coltivato, oserei dire che la nostra situazione è abbastanza buona, finora. Mi sento giustificato nel fare confronti di questo tipo dal momento che il ‘Consiglio Mondiale della Coralità’, al quale ho avuto l’onore di rappresentare la Lituania, si occupa di questi problemi su scala mondiale. Abbiamo molti artisti interessanti, per di tutti i generi di musica: pop, jazz e classica. Abbiamo anche molti validi compositori. Ma come possiamo farli conoscere al mondo? Il problema è che dopo aver vissuto per cinquant’anni dietro la ‘cortina di ferro’ siamo sconosciuti alla maggior parte del mondo. E come possiamo trovare un editore straniero che creda nel talento di un compositore e desideri promuovere la musica lituana al di fuori dal nostro Paese? Mi sento molto deluso dalla situazione attuale, ma io sono una felice eccezione: i migliori cori del mondo eseguono i miei lavori, e mi chiedono di lavorare per loro. E’ un grande onore e una grande gioia ma, allo stesso tempo, è grande la responsabilità di rappresentare la cultura lituana.

AA: Nel 2006 hai ricevuto un importante riconoscimento nell’ambito della cultura della Lituania. Puoi parlarci della tua esperienza, del lavoro al quale ti sei dedicato?
VM: Questo alto riconoscimento mi è stato dato per il mio lavoro con i ragazzi. Sono il direttore artistico dei più grandi cori a voci bianche e cori giovanili in tutta Europa, un sistema composto da 450 cantanti. Il sistema comprende otto gruppi di diverse età e dieci direttori assistenti. Si tratta di un sistema che comprende un programma di studi di otto anni, dove i ragazzi imparano il solfeggio e  la storia della musica, e possono studiare individualmente direzione di coro, e prendere lezioni private di canto o studiare uno strumento musicale a loro scelta. Le lezioni principali sono quelle che riguardano il canto corale. Il premio concesso è il più grande riconoscimento della mia capacità di promuovere l’interesse per la musica in un gran numero di ragazzi che dedicano il loro tempo alla formazione musicale. Nel 2002 sono stato nominato ‘Miglior autore dell’anno e compositore di musica eseguita all’estero’ e negli ultimi dieci anni, tre dei miei lavori sono risultati come i più frequentemente eseguiti dai cori, in Europa. Il fatto che io sia interessante per qualcuno mi rende felice.

AA: Grazie per averci illustrato in maniera così esaustiva l’importanza del canto corale, in Lituania e, nella crescita di ciascun individuo.
VM: Grazie a FARCORO che mi ha permesso di esprimere il mio pensiero sulla coralità e di parlare delle mie esperienze musicali. Naturalmente ricevo molte e-mail con domande relative alla mia musica, dove possono essere reperiti i miei brani… Informazioni sui brani si possono trovare nel sito web www.mic.lt, nella sezione compositori. I miei brani sono pubblicati dai seguenti editori: Carus Verlag, Editions Ferrimontana, Schott Verlag, Germania; A Coeur Joie, Francia; CMEdiciones Musicales, Spagna; Astrum, Slovenia; Musica Baltica, Latvia; Laurendale Associates, Santa Barbara, USA. Informazioni sul Coro Ąžuoliukas si possono trovare su  www.azuoliukas.lt.

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Andrea Angelini

Andrea Angelini, ha iniziato presto lo studio del Pianoforte presso il Liceo Musicale Lettimi di Rimini per laurearsi poi presso il Conservatorio "Frescobaldi" di Ferrara. Ha compiuto, inoltre, corsi di Musicoterapia con la Professoressa Cremaschi dell’Università di Milano. Ha studiato anche Organo sostenendo gli esami al Conservatorio di Pesaro. Dedicatosi contemporaneamente all’attività corale ha compiuto studi di Direzione all’Accademia Internazionale delle Arti di Roma con il M° Fulvio Angius. Si è perfezionato in questa disciplina con Peter Phillips dei “Tallis Scholar” all’International School of Oakham (Inghilterra). Ha conseguito infine, con il massimo dei voti, la laurea specialistica in Musica Corale e Direzione di Coro al Conservatorio di Cesena. Ha diretto il “Belarusian State Chamber Choir” a Minsk e in Italia, il Coro “Jauna Muzika” a Vilnius, il Coro “Ave Sol” a Riga e il Coro “Domestik” di Ekaterinburg. E’ stato anche direttore ospite del Coro Neozelandese “The Tudor Consort”. E’ ideatore e direttore dell’Ensemble Vocale professionale “Musica Ficta” con il quale tiene concerti in Italia e all’estero. E’ membro di giuria dei più prestigiosi concorsi corali in Europa, America e Asia. E’ direttore artistico del Concorso Corale Internazionale Città di Rimini, del Festival Corale Liviu Borlan (Romania), dei Concorsi Corali Internazionali di Cattolica, Venezia e Medan (Indonesia). Ha tenuto Masterclass presso le Università di Riga, Budapest, Taipei, Timisoara, Kuala Lumpur, Minsk, Shenzhen e presso il Philarmonic Center di Dubai. Le sue composizioni e trascrizioni per coro sono edite da Cantica Nova, Gelber Hund Verlag, Ferrimontana ed EurArte. E' Presidente AERCO, dopo aver ricoperto per la stessa Associazione la cariche di Delegato per la Provincia di Rimini e di membro della Commissione Artistica. E’ Direttore Responsabile di ICB, la Rivista Corale dell’International Federation for Choral Music. E’ membro dell’ACDA, l’Associazione Americana dei Direttori di Coro.

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