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RADICI E FUTURO: VOCI D’EUROPA A PORTO TORRES

Il fascino della Sardegna e ottimi esempi di coralità. Questi gli ingredienti principali della nuova ricetta di Voci d’Europa, il Festival Internazionale corale di Porto Torres (SS), giunto alla sua XXXIII edizione, che siamo stati invitati a recensire. Anima principale dell’evento è il Coro Polifonico Turritano, coordinato dall’intraprendente presidente prof.ssa Maria Maddalena Simile e diretto artisticamente dal maestro Laura Lambroni, giovane talento nel panorama italiano. Dall’8 al 18 settembre il cartellone ha offerto ben una ventina di appuntamenti che hanno toccato località dell’isola di indubbio prestigio artistico, visitando ben tre province: tutti questi eventi sono stati accomunati dall’ambizioso quanto attuale tema del ruolo della cultura musicale nell’opera dei compositori europei e nella polifonia contemporanea di ispirazione popolare. Radici e futuro, dunque, nel tentativo (ben riuscito!) di dar voce alle singolarità facendole dialogare e ritrovando ricchezza in quelle tradizioni che possono rivivere nella contemporaneità e ispirare nuova Arte. Insieme al Polifonico Turritano si sono alternati nei vari concerti i Madrigalisti Turritani, anche questi diretti dal m° Laura Lambroni, il Grupo Vocal KEA di Tolosa (Spagna) sotto la direzione del m° Enrique Azurza, il Vokalna Skupina Vikra di Trieste, gruppo italo sloveno del m° Petra Grassi, il Coro giovanile Effetti Sonori di Foiano della Chiana (AR), con il loro m° Elisa Pasquini, ed il Coro da camera del Conservatorio “L. Canepa” di Sassari, diretto dal m° Clara Antoniciello. In rappresentanza del canto popolare e della tradizione sarda poi, abbiamo ascoltato i cori Su Condaghe (dir. m° Giovanni Puddu) e Bona Catu (dir. m° Michele Turnu) di Bonarcado (OR), Ortobene (dir. m° Alessandro Catte) di Nuoro e Su Veranu (dir. m° Gianni Garau) di Fonni (NU); i gruppi folk S. Maria Bambina di Nule (SS), Tamburini e Trombettieri ed Etnos di Porto Torres, Sbandieratori e Musici della Città dei Candelieri di Sassari. Il pubblico ha potuto piacevolmente gustare l’amalgama e la prorompenza del Polifonico Turritano e l’eleganza dei Madrigalisti Turritani nel proporre pagine di autori sardi come I love your love di G. Verdinelli, Agnus Dei di G. Madrau (première), Celeste tesoro di F. Fresi (première), Terra tremuit di E. Correggia (prima esecuzione in Sardegna) a alcune magistrali elaborazioni di temi sardi di don Antonio Sanna, il maestro fondatore dell’ensemble turritano nonché dello stesso Voci d’Europa. Altrettanto convincenti sono risultate le performance dei cori ospiti. Abbiamo apprezzato l’estrema pulizia e l’avvolgente calore del Grupo Vocal KEA – costituito interamente da professionisti – nel proporre brani di autori spagnoli tra cui J. Busto, J. Bello-Portu, F. Escudero, J. Elberdin, E. Ugalde, F. Guridi, così pure D. Azurza e X. Sarasola, anche membri dell’ensemble. Un diverso genere di coralità ed un altro percorso di ricerca quelli proposti, invece, dal Vokalna Skupina Vikra che ha dimostrato un’evidente versatilità stilistica unita ad una buona precisione esecutiva nell’excursus dal Gregoriano al Rinascimento, dall’Ottocento alla contemporaneità: l’ensemble, quasi interamente femminile, ha adottato l’originale prassi di eseguire i brani a voci pari con l’inserimento di due tenori al fine di ottenere maggiore amalgama e calore. L’integrazione tra coristi più e meno esperti, tra la cultura italiana e quella slovena, tra i compositori locali storici (Gallus, Lajovic, Ipavec) e quelli moderni (Brisotto, Čopi, Merkù, Makor) ha dimostrato un perfetto accordo con il tema generale dell’evento. Ben preparati, dalla fresca e brillante presenza, sono apparsi poi i giovani cantori di Effetti Sonori che hanno mostrato di saper affrontare con entusiasmo ed emozionante responsabilità la partecipazione ad un Festival di tradizione. Anche la loro performance ha recepito le linee guida di Voci d’Europa facendo ascoltare un repertorio che spazia da un arrangiamento dei Negramaro per mano di A. Cadario, fino alle polifonie originali di M. Da Rold, M. Zuccante, O. Gjeilo e L. Donati. Di grande impatto e dai raffinatissimi chiaroscuri ci è parso, poi, il Coro da camera del Conservatorio “L. Canepa” di Sassari che ha eseguito in première il madrigale a 8 Sospirava il mio core del giovane compositore sardo R. Pintus contestualizzandolo in un percorso internazionale impegnativo e qualificante. Infine, come non notare la capacità del m° Antoniciello nell’appassionare e coinvolgere un così folto numero di musicisti che frequentano (o hanno frequentato) il Conservatorio sassarese. I numerosi applausi ricevuti da tutti i cori durante i concerti non sono stati gli unici a caratterizzare il Festival: infatti, secondo il volere della direzione artistica, numerosi e assai diversi tra loro sono stati gli eventi che hanno ulteriormente declinato il tema scelto durante un calendario parallelo a quello dei concerti. Allora, la missione culturale del Festival ha incontrato la dimensione educativa, dando alla luce una matinée presso l’Auditorium del Liceo Scientifico Europa Unita di Porto Torres guidata dal Polifonico Turritano e dall’aretino Effetti Sonori: i giovani studenti intervenuti hanno avuto l’occasione di sperimentare loro stessi, con vivo interesse e curiosità, alcuni brani di vita corale. Il profilo musicologico è stato invece oggetto di una ricca tavola rotonda, ideata per riflettere, insieme ad dei direttori ospiti, sul tema stesso del Festival. Le illuminanti considerazioni dei maestri Lambroni, Grassi e Azurza sull’importanza della ripresa e dell’attualizzazione del cantojnjinjnji tradizionale nella composizione contemporanea hanno dato il La – è il caso di dirlo! – a molti interventi stimolanti da parte dei qualificati musicisti convenuti. Che sia di buon auspicio e di suggerimento per gli organizzatori? Dulcis in fundo, il tema scelto, quello di conoscere e ripartire dalle radici per costruire il futuro, ha ispirato l’ideazione di una serata folkloristica che per la prima volta è entrata nel calendario di Voci d’Europa: lungi dal risultare una mera rievocazione dei ‘tempi che furono’, i gruppi intervenuti hanno dapprima coinvolto la piazza turritana e poi interessato il pubblico della Basilica di San Gavino con originali reinterpretazioni della Tradizione. Così i brani presentati dal Coro Ortobene hanno reso evidenti le influenze della prassi esecutiva contemporanea (spazializzazione, ricerca della dissonanza, …) mentre il coro femminile Su Veranu ha proposto il proprio lavoro di ricerca sugli antichi canti religiosi sardi. Un plauso dunque agli organizzatori, ai promotori e ai sostenitori di questa iniziativa che ha saputo coinvolgere realtà locali, nazionali e internazionali in un vero e proprio tour della Sardegna, dimostrando che collaborare si può, si deve e – soprattutto – è divertente e di grande soddisfazione!

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Luca Buzzavi

Diplomato al Triennio di Direzione di coro e Composizione corale (110 e lode con menzione d’onore) presso il Conservatorio “L. Campiani” di Mantova, laureato in Fisica (110 e lode) presso l’Università degli studi “Alma Mater Studiorum” di Bologna, ha studiato Chitarra Classica. E’ direttore artistico dell’Accademia Corale “Teleion” (Poggio Rusco – MN) dove segue il coro da camera “Gamma Chorus” e la Schola gregoriana “Matilde di Canossa”, organizza seminari e corsi estivi con illustri docenti sul Canto Gregoriano e la Polifonia.

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