RENATO DIONISI

 Dell’opera di Renato Dionisi non si conosce molto. Dionisi, nonostante avesse molti contatti con editori soprattutto sul piano didattico (pensiamo al testo “La tecnica del contrappunto vocale nel Cinquecento”, scritto con Bruno Zanolini per la Suvini Zerboni, testo di riferimento ancora oggi per chi voglia intraprendere gli studi di composizione), non ha portato a generale conoscenza molte sue composizioni così che potessero essere distribuite nel panorama musicale.

Egli amava dare le sue musiche direttamente ai committenti (cori, solisti, ensemble strumentali, ecc.) e quasi mai lavorava per un intento personale, editoriale e di carattere commerciale o per distribuire le sue musiche al grande pubblico, perché aveva un rapporto con la “composizione” sobrio e umile, talvolta quasi disinteressato. Le sue musiche dimostrano, in realtà, un’altissima e raffinata conoscenza della materia compositiva, riconosciuta, tra l’altro, da tutti i suoi colleghi ed allievi. Ai brani, soprattutto a quelli commissionati – e spesso donati “originali” con una sua dedica personale – dedicava infatti ogni cura del dettaglio compositivo perché, come egli stesso continuamente amava dire ai suoi allievi: «Bisogna cercare di far le cose per bene!».

Dionisi si è dedicato alla composizione per più di sessant’anni, entrando in contatto con molteplici esperienze musicali, dalla neomodalità alla dodecafonia e alla serialità, perché, secondo la sua affermazione:  «La musica quando è bella, è bella… e ciò non dipende dal suo genere musicale». Da una parte infatti era estremamente fermo nei suoi principi e nei suoi giudizi, a proposito di valori umani ed etici, artistici e professionali, dall’altra era aperto e disponibile ad entrare in contatto con ogni tendenza artistica musicale, compreso il mondo del jazz e il repertorio della musica leggera.

Le musiche di Dionisi si rivolgono prevalentemente a gruppi cameristici e cori. Egli si tenne sempre a distanza dal teatro musicale e dalla grande orchestra. Scrisse molto anche per l’infanzia. L’attenzione sempre raffinata per la condotta contrappuntistica e gli intrecci musicali si realizza in un dialogo musicale fluido, molto più adatto a formazioni cameristiche che a formazioni di grande respiro. Pur utilizzando un linguaggio che non teme certo rapporti “dissonanti”, il discorso musicale di Dionisi assume sempre una dolcezza intrinseca tale da inserirlo nell’ambito di una musica del ’900 più “poetica e sognante” che spigolosa, tipica questa invece di molti compositori d’avanguardia seguaci dell’esperienza della seconda Scuola di Vienna o dell’espressionismo degli anni ’20 e ’30.

(Offertorio – dalla Messa di Requiem per coro a 4 voci miste)

Anche l’aspetto timbrico è sempre scrupolosamente sotto la lente d’ingrandimento del modo di scrivere di Dionisi. Le voci del coro, come gli strumenti musicali delle formazioni d’ensemble, sono trattate – pur nella loro semplicità (che non equivale a semplicismo) – nelle più ampie possibilità di combinazioni tessiturali, dando sempre precedenza a cantabilità ed espressività.

(Justorum animae – per coro 5 voci miste)

Come un pittore che – pur conoscendo bene la sua tavolozza – continua a mescolare e centellinare piccolissime percentuali di combinazioni di colori… per ottenere il colore più ricco e raffinato possibile, così Dionisi continua a ricercare con assoluta attenzione le sue combinazioni di suono, perché, come amava dire: «La “musica” deve essere prima di tutto un mestiere di artigianato, di esercizio e di continua applicazione, prima di diventare eventualmente pensiero alto». Un’altra caratteristica importante che si riscontra subito a prima vista, nell’eseguire le partiture di Dionisi, è la scorrevolezza del fraseggio, alternata quasi sempre da recitativi e melisimi, sicuramente derivante dagli studi intrapresi con il suo maestro Celestino Eccher, gregorianista di formazione romana, un fraseggio che richiede un’esecuzione soprattutto attenta al ritmico fluire del testo.

(Magnificat – Canticum breve per coro a 4 voci miste)

Dionisi è anche il musicista dell’essenziale. Le sue musiche, in particolare quelle corali, sono brevi, concentrate, ma allo stesso tempo pienamente intrise di contenuti e di espressività, tali da toccare direttamente le corde emotive e sentimentali del nostro animo. La sua musica non è mai urlata e quindi mai forzatamente trasgressiva. Spesso è antiretorica, così da non esprimere nel modo più consueto il concetto delle parole. Dionisi non è mai scontato, lavora sempre sul sottotesto, sui sottintesi, sull’intimo profondo. Molte sue composizioni non hanno le stanghette di battuta, proprio in nome del fluire testuale e musicale, e molte, ancora, non hanno (volutamente) nemmeno le doppie stanghette di fine brano: Dionisi lascia sempre aperto e sospeso il suo discorso musicale.

(Salmo 150, finale – per coro maschile)

Da anni mi occupo come studioso delle opere di Renato Dionisi. Nel 2012 Bruno Zanolini mi chiamò, dopo un lavoro editoriale che gli piacque molto e che avevamo realizzato in occasione di un concorso nazionale di composizione, nel quale ero anch’io in giuria, per l’USCI Lombardia con la Sonitus Edizioni. Fui contattato da lui, con grande piacere per me, per essere coinvolto in un’idea di progetto che avesse riguardato il grande Maestro. Zanolini fu grande amico di Dionisi e a seguito di tante attenzioni che ha sempre rivolto al suo ricordo e al suo mondo artistico e musicale, parlammo insieme e valutammo l’idea di andare a incontrare, insieme alla Sonitus Edizioni, i responsabili della Biblioteca Civica di Rovereto, che tiene tutt’ora – attraverso il “Fondo Renato Dionisi” – la quasi totalità dei materiali musicali manoscritti, varie documentazioni e oggetti personali e gran parte della sua corrispondenza e visitare il reparto dedicato al grande Maestro, situato negli Archivi Storici dell’ente. Onorato di questa proposta, partimmo poco tempo dopo alla volta di Rovereto, e ricordo ancora il giorno in cui, visitando tutta la parte dedicata a Dionisi, rimasi immediatamente attratto e sedotto da tutto ciò che ebbi la fortuna di vedere e visionare! Una quantità enorme di materiale, molto del quale seppi subito era “inedito” e mai pubblicato e reso disponibile al pubblico.

 Conoscevo già la statura artistica di Dionisi, avendo avuto come primo maestro di composizione Giovanni Walter Zaramella, che mi parlava continuamente alle sue lezioni di lui, insieme a Bettinelli (che conosceva bene di persona), Dalla Piccola, Donatoni, ecc., e non nascondo che rimasi scioccato dall’aver scoperto che moltissima musica del Maestro, nonostante egli aveva avuto molti contatti con editori soprattutto sul piano didattico, non fosse stata portata a conoscenza e distribuita nel panorama musicale. Quella giornata fu decisiva! Decisi subito di rendermi disponibile (onestamente senza ancora capire fino in fondo in che situazione mi sarei andato a infilare…) come curatore di un progetto di ricerca, visione, studio e valutazione editoriale di tutta la musica inedita di Dionisi. D’accordo con l’erede Marcello Barberi e attraverso la sempre disponibilità della Biblioteca di Rovereto, ebbi carta bianca nell’ottenere la possibilità di recarmi liberamente quando ritenevo opportuno negli Archivi Storici, visionare e avere copia di tutte le musiche archiviate. Riuscii così a realizzare un mio archivio personale completo, che nell’arco di questi lunghi cinque anni, mi ha consentito di mettermi tantissimo al lavoro e analizzare attentamente tutte le musiche del grande Maestro.

Il mondo che scoprii fu totalizzante. Presi sempre più piena coscienza che la maggior parte della musica di Dionisi rimase nei “cassetti” per anni. Il progetto di studio ed editoriale si è sviluppato attraverso le seguenti fasi:

  • Visione e recupero di tutti i materiali musicali inediti di Dionisi.
  • Suddivisione in cinque gruppi di raccolte: 1. musiche corali sacre e religiose a cappella e/o accompagnate; 2. messe; 3. musiche corali profane (colte) a cappella e/o accompagnate; 4.musiche popolari a cappella e/o accompagnate; 5. musiche strumentali (solistiche, cameristiche).
  • Studio e cura musicologica e filologica delle partiture manoscritte.
  • Trascrizioni (al momento sono state realizzate composizioni corali sacre e religiose e le messe).
  • Pubblicazioni editoriali in raccolte

È stata realizzata una prima raccolta di musiche corali sacre e religiose e la Missa Brevis dal titolo “Canti Corali Sacri” di Renato Dionisi, che abbiamo presentato quest’anno in prima assoluta al Simposio Mondiale della Musica Corale a Barcellona. Dal punto di vista delle partiture, abbiamo constatato come Dionisi scrivesse tralasciando spesso segni dinamici (deducibili comunque dalla logica lettura delle parti), oppure anche dando per scontato molti passaggi espressivi, senza alcuna indicazione. Pensiamo che questo non sia dovuto a distrazioni o dimenticanze, ma al fatto che egli scrivesse senza l’intenzione di pubblicare le sue musiche e quindi senza quella scrupolosissima attenzione ai segni musicali necessaria per una realizzazione editoriale. Questo ci ha spinti a prendere decisioni dal punto di vista filologico, soprattutto nella realizzazione delle trascrizioni. Non è stato necessario un lavoro di revisione, ma siamo intervenuti laddove risultava evidente la necessità di inserire segni musicali, dinamici ed espressivi. Per quanto riguarda le alterazioni, Dionisi tende a non mettere alcuna armatura in chiave, inserendole una a una, anche quando gli stessi suoni alterati si ripetono all’interno della battuta.

(Offertorio – dalla Messa di Requiem per coro a 4 voci miste)

Essendo chiaramente questi brani non di carattere tonale, abbiamo lasciato tutte le alterazioni ripetute così come ha scritto l’autore. Risultano sicuramente più chiari e non lasciano dubbi di lettura all’esecutore. Quando un suono torna ad essere naturale, abbiamo scelto di trascrivere il bequadro soltanto nella prima nota della battuta successiva. Per i brani con armature in chiave, invece, abbiamo trascritto l’alterazione estranea soltanto nella prima nota della battuta, senza riscriverla qualora vi siano ulteriori identici suoni all’interno della misura, come si usa fare convenzionalmente nella scrittura compositiva e nelle pubblicazioni editoriali. Come dicevamo, abbiamo scelto di inserire alcuni segni dinamici, espressivi e di articolazione, laddove deducibili o necessari per l’esecuzione. Tutti questi sono stati inseriti tra parentesi. Dionisi, soprattutto nelle partiture senza stanghette di battuta, ha la tendenza a non inserire le pause, quando le voci non cantano, rispettando comunque graficamente la collocazione delle note delle voci corrispondenti. Abbiamo scelto d’inserire ugualmente le pause mancanti, per ragioni di precisione grafica e corretta pubblicazione editoriale.

Infine, siamo venuti in possesso di due versioni manoscritte dallo stesso Dionisi della Missa Brevis, una archiviata nella Biblioteca Civica di Rovereto e una in possesso del m° Angelo Mazza – che ringraziamo molto per avercela resa nota e disponibile – con tre battute diverse: una ai contralti nel Sanctus e una ai tenori e ai soprani nell’Agnus Dei. Abbiamo opportunamente segnalato queste tre variazioni all’interno della partitura. Un ringraziamento sentito va a Bruno Zanolini, con cui abbiamo condiviso l’idea di questo progetto; Marcello Barberi, erede del Maestro, e la Biblioteca Civica di Rovereto per essersi resi sempre disponibili consentendo di accedere agli archivi del Maestro, di visionare e avere copia di tutte le sue opere; l’amico e collega Tommaso Ziliani, per la sua grande competenza e disponibilità a realizzare e completare le trascrizioni dei brani scelti per questa pubblicazione editoriale; Carlo Torretta, collaboratore di Sonitus, per aver dato un importante apporto alla prima bozza di trascrizione generale delle partiture; Sandro Filippi, per la sua gentile collaborazione all’avvio di questo lavoro editoriale. Un ringraziamento particolare va anche gli amici e colleghi Mirko Carchen e Alessando Grosso, dirigenti della Sonitus Edizioni, per aver creduto in questo progetto.

Renato Dionisi è e rimarrà sempre un importante Maestro del ’900 e in particolare del panorama musicale italiano.

Si ringrazia la Sonitus Edizioni per aver reso disponibili gli esempi in partitura e per la partitura in omaggio “Christus factus est”, Graduale per coro a 4 voci miste. Christus Factus est – Graduale per coro a 4 voci miste

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Francesco Barbuto

Compositore, Direttore di coro e d’orchestra, Cantante e Musicista; Consulente editoriale, Insegnante ed Educatore musicale, Scrittore, Disegnatore; Libero professionista, Presidente, della Commissione Artistica Regionale U.S.C.I. Lombardia; Direttore Artistico del Festival dell’Arte, della Cultura e della Musica di Caronno Varesino

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