Intervista a Teresa Auletta, direttrice dell’Accademia Corale Vittore Veneziani
In copertina: L’Accademia Corale Vittore Veneziani esegue il Magnificat di Vivaldi (2013)
Sono davvero pochi sul territorio nazionale i cori che possono vantarsi di essere giunti al traguardo delle 70 primavere! Uno di questi è l’Accademia Corale Vittore Veneziani di Ferrara. Intitolata all’importante musicista di origini ferraresi, l’Accademia Corale è stata guidata da diversi direttori affrontando variegati repertori musicali, dalla musica rinascimentale a quella operistica.
Non mi dilungherò qui sulle origini dell’Accademia né sulla vita di Vittore Veneziani, seppur avventurosa e degna di essere conosciuta, poiché troverete molte informazioni in merito sul sito dell’Accademia stessa e, in generale, in rete. Dal 2019 le mani che guidano le voci dell’Accademia Vittore Veneziani sono quelle di Teresa Auletta, con lei abbiamo ripercorso il passato, abbiamo analizzato il presente e abbiamo gettato uno sguardo al prossimo futuro dell’Accademia Vittore Veneziani.
Arrivare a spegnere 70 candeline è un traguardo raro per una Associazione corale. Qual è il vostro elisir di lunga vita?
L’Accademia corale Vittore Veneziani è stata per molti anni protagonista della vita musicale della città di Ferrara; i direttori di molte realtà corali cittadine, più giovani d’età della Veneziani, hanno trascorso anni tra le fila della corale. In passato è stata una tappa obbligata per chiunque volesse avvicinarsi a questo genere di attività musicale: i numerosi concerti e le tournée all’estero erano uno stimolo indiscusso per i giovani cantori. Con il passare degli anni quei giovani sono diventati adulti con un forte attaccamento alla corale. Poi è arrivata la pandemia (ho preso la direzione del coro proprio alle porte del Covid) e la vita musicale di tutti è cambiata: ho continuato a fare prove di studio online, un’ora a settimana per ogni sezione, e non ho perso alcun corista! Anzi, appena è stato possibile, abbiamo ripreso le prove in presenza e, seppure alcuni hanno abbandonato, di contro molti altri si sono avvicinati. Credo che l’elisir di lunga vita siano il clima sereno che si respira quando si viene in prova: molti coristi sono amici tra loro e si frequentano anche fuori dal coro; ma anche la serietà e l’impegno con cui si affronta lo studio e la scelta stimolante di nuovi e vari repertori sono elementi importanti.
Maestro, assumere la direzione musicale di una realtà che ha preso vita dalle mani e dalla forza di un uomo come Vittore Veneziani, quanta responsabilità ha comportato e comporta?
Una responsabilità enorme! Ereditare il coro del Maestro che “faceva cantare le sedie” è stata per me una gioia immensa mischiata al panico dell’“oddio, e ora???”.
Mi sono avvicinata alla Veneziani per la prima volta nel 2002 dopo 5 anni dal mio trasferimento a Ferrara. Sono “cresciuta”, coralmente parlando, nella Veneziani ed è in questa realtà che ho iniziato ad accarezzare l’idea di dirigere un coro, ma mai avrei immaginato che gli anni di gavetta tra le fila del coro mi avrebbero portato a rivestire il ruolo di Maestro collaboratore prima e Direttore artistico poi. Una crescita che è andata di pari passo con la mia formazione accademica che reputo fondamentale per fare questo mestiere, che mi ha consentito di conquistare la fiducia del mio predecessore (Maria Elena Mazzella) a tal punto da essere nominata suo successore. Forse sto realizzando solo ora cosa significhi dirigere un coro di tale caratura storica, e la responsabilità di mantenere alto il nome della Veneziani è enorme, ma sembra che io me la stia cavando discretamente (qui inserirei una emoticon se si potesse!).
Sfilata per la Contrada di Santa Maria in Vado durante il corteo storico del Palio di Ferrara (maggio 2024 – foto di Pierluigi Benini)
Quando si parla della tradizione musicale ferrarese, il pensiero corre al periodo di grande splendore del dominio estense. Anche questa è una eredità ingombrante per chi oggi, come voi, tiene viva la tradizione corale in città?
Sappiamo che con Emilio Giani il coro ha affrontato maggiormente lo studio della musica rinascimentale ferrarese, mentre con i successivi direttori il repertorio si è concesso delle aperture ad altri periodi storici. Oggi il vostro coro che repertori affronta e come si pone nei confronti dell’esecuzione di partiture rinascimentali?
Non si può dirigere un coro ferrarese senza tenere in considerazione il periodo storico in cui Ferrara è stata una delle città più importanti, un periodo in cui le corti italiane facevano a gara per avere i migliori musicisti dell’epoca. Amo visceralmente la musica rinascimentale e la costituzione di un coro da camera all’interno della Corale mi ha permesso di affrontare lo studio di repertorio madrigalistico (eseguito recentemente a Ferrara, Valencia e Pesaro, ma su questo potresti raccontare tu qualcosa in quanto Direttore ospite per il concerto di Ferrara) e quello di una delle messe di Josquin Des Prez composta proprio in onore del duca Ercole I d’Este: la Missa Hercules Dux Ferrariae. Per la sua esecuzione ho invitato il M° Maurizio Sacquegna con cui abbiamo avuto modo di approfondire l’aspetto interpretativo, storico e filologico della musica del “Padrone delle note”. Il repertorio attuale del coro passa anche per l’Ottocento fino ad arrivare al contemporaneo.
L’omaggio a Max Reger con il Coro femminile al Ridotto del Teatro Comunale di Ferrara (2024)
Parliamo di un argomento che oramai da decenni è il tasto dolente per tanti cori amatoriali sull’intero territorio nazionale e che spesso ne determina le sorti: il ricambio generazionale. La comunità ferrarese è viva dal punto di vista vocale? Risponde agli inviti di partecipazione attiva alle esperienze corali?
Ferrara è vivissima dal punto di vista corale: ci sono, tra città e provincia, numerose realtà che spaziano dal repertorio popolare a quello gospel e polifonico. Purtroppo mancano cori giovanili che garantirebbero un ricambio generazionale più frequente e duraturo. Ritengo però che la Veneziani sia una realtà fortunata da questo punto di vista: molte persone si sono avvicinate al coro in questi ultimi anni, ed ora siamo in 45!
Maestro, la vostra Associazione ha avviato una proficua collaborazione con il Teatro Comunale di Ferrara per la Stagione operistica che vede Lei impegnata come Maestro preparatore del coro ed i suoi coristi parte delle produzioni, segno indiscusso della grande fiducia e della stima che la città e le sue Istituzioni hanno nei confronti dell’Accademia e nei suoi. Come è nata questa collaborazione e quanto entusiasmo veicola nei coristi?
La prima collaborazione con il Teatro Comunale di Ferrara, sotto la mia direzione, è stata in piena pandemia: “Cantata d’autore” di e con Simone Cristicchi. Uno spettacolo a porte chiuse, senza pubblico, distanziati nel rispetto delle normative, ma un’esperienza meravigliosa. Per il coro è stata una sferzata di autostima, mista a emozione per questa esperienza artistica così importante. Evidentemente abbiamo “fatto bene” perché il Teatro (nella persona di Marcello Corvino, Direttore artistico) ha continuato a coinvolgere me, e di conseguenza coristi della Veneziani, per altre produzioni della stagione Lirica: Le nozze di Figaro, Queen Barcelona opera rock, Il Flauto Magico, I sogni son desideri (in cui abbiamo ripercorso i successi della Disney) e, a maggio, The Wall e Pink Floyd greatest hits, che ci ha visto impegnati non solo a Ferrara, ma anche nella Stagione de I Teatri di Reggio Emilia e nella Stagione del “Ravenna Festival”.
L’Accademia Corale Vittore Veneziani nel 1992
L’entusiasmo di essere coinvolti in queste produzioni è tangibile e ci dà uno stimolo enorme, nonché l’incentivo a migliorare sempre più.
L’Accademia corale Vittore Veneziani ha anche una sezione femminile al suo interno. In un’Italia corale sempre più (drammaticamente esclusivamente?) rosa, il coro femminile è stata una scelta o una necessità? Possiamo immaginare anche la creazione di un gruppo virile?
Il coro femminile è nato grazie a Maria Elena Mazzella; la sua attività artistica è iniziata con lo studio e l’esecuzione di un repertorio legato a compositori del 500 (Raffaella Aleotti, Pietro Maria Marsolo, ecc…), repertorio in cui Maria Elena era una specialista. È stata una scelta, dunque, dettata anche dal desiderio di affrontare con coriste più esperte un repertorio meno frequentato. Successivamente il coro femminile si è dedicato allo studio di altre epoche, passando al Romanticismo con Mendelssohn e Fauré, al Novecento con Britten e arrivando al contemporaneo con Rutter e Orbán. Attualmente il gruppo è formato da 14 coriste.
La creazione di un gruppo virile? Non credo di avere più serate libere (rido!).
L’Accademia Corale Vittore Veneziani esegue la Petite messe solennelle di Rossini (2003)
Siete da poco tornati da una tournée in Spagna che vi ha visti impegnati al fianco di FIDAPA BPW Italy, sezione di Ferrara, nell’ambito di una cooperazione culturale italo-spagnola sulla figura di Lucrezia Borgia. Anche un coro amatoriale è allora veicolo di approfondimento storico culturale e si inserisce nel dialogo tra i popoli rintracciando e mettendo in evidenza radici comuni. Nei vostri primi 70 anni quante volte siete stati “ambasciatori” ferraresi all’estero?
La collaborazione con associazioni del territorio è uno dei nostri punti di forza; nello specifico, l’unione di intenti con FIDAPA BPW Italy, sezione di Ferrara, nasce in quanto sia io che una mia corista ne facciamo parte. La sezione di Ferrara della Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari nasce nel 1997 con lo scopo di dare impulso e visibilità alle attività di promozione e di sviluppo delle competenze e delle potenzialità delle donne. Da questo incontro è nato il progetto su Lucrezia Borgia che ha unito molte professionalità femminili dell’Associazione.
Ma questo viaggio a Valencia è stato, in ordine di tempo, l’ultimo di una lunghissima serie di tournée che l’Accademia corale Vittore Veneziani ha fatto nei suoi 70 anni di storia (peccato che io non ci fossi!): Francia, Olanda, Unione Sovietica, Israele, Stati Uniti, Spagna, Galles, Romania, Ungheria, Cecoslovacchia, Slovenia.
L’Accademia Corale Vittore Veneziani esegue la Misa Criolla (2010)
Maestro, la conduzione musicale dell’Accademia Corale Vittore Veneziani per lei è un punto di arrivo professionale o un ottimo punto di partenza?
Bella domanda! Sicuramente un punto di arrivo che però mi ha dato lo slancio per raggiungere altri obiettivi (vedi la collaborazione con il Teatro Comunale). Certo, non sono una direttrice giovanissima, ma mi sto costruendo una solida base formativa: sto frequentando il terzo anno dell’Accademia per direttori di coro “Piergiorgio Righele” sotto la guida del
M° Matteo Valbusa, e seguo il Biennio Accademico di II livello in Direzione di coro e composizione corale, indirizzo Teatro musicale, presso il Conservatorio
“G. Frescobaldi” di Ferrara con il M° Michele Napolitano.
Ho un sogno nel cassetto ma se lo racconto poi non si avvera!
L’Accademia Corale Vittore Veneziani esegue la Messa in do minore K 427 di W. A. Mozart al Teatro Comunale di Ferrara (2025)
Parliamo dei grandi festeggiamenti per questo compleanno degno di nota
Per il nostro 70° compleanno abbiamo organizzato una festa lunga un anno intero insieme ad artisti amici di lunga data.
A maggio, al Teatro Comunale di Ferrara, abbiamo eseguito la Messa in do minore K427 di W.A. Mozart; il coro, a cui si sono uniti molti amici affezionati, e l’orchestra del Conservatorio cittadino, sono stati diretti dal M° Rocco Cianciotta, docente di esercitazioni orchestrali dello stesso Conservatorio. Tra i solisti il carissimo amico Raffaele Giordani e Niccolò Roda, che ha già collaborato con noi in passato.
In Settembre abbiamo avuto modo di onorare l’opera del M° Veneziani con un viaggio a Roveredo, in Svizzera, eseguendo per l’occasione la Messa da lui composta proprio durante la permanenza nella città che lo ha ospitato durante il suo esilio.
Ad ottobre, come già raccontato sopra, abbiamo eseguito la Missa Hercules Dux Ferrariae, un capolavoro del contrappunto fiammingo, accompagnati da trombone, cornetto, bombarda e viella. All’organo un altro carissimo amico: Luciano D’Orazio; a dirigere tutti, questa volta, è toccato a me.
A conclusione dei festeggiamenti il Concerto di Natale: alla direzione un ex Maestro collaboratore della Veneziani, Giulio Arnofi e l’Orchestra Città di Ferrara.
Un anno fitto di musica e di collaborazioni dunque. E per il futuro?
Potrei raccontarti anche dei progetti per il 2026 ma non voglio spoilerare troppo.
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