Quali sono gli elementi che favoriscono la riuscita di un buon progetto corale: ruoli e competenze

In copertina: Il coro Gospel and MoRe di Scandiano (RE) e Parma Brass

Prima Puntata

Quando lo scorso anno mi è stato chiesto di organizzare e tenere un workshop sui ruoli e le competenze all’interno dei cori amatoriali e su come essi influenzino o meno la resa della performance musicale, mi sono fatta molte domande su come affrontare questo tema così articolato e complesso. Racchiude elementi, ambiti e assunti che a volte vanno oltre la mia specifica formazione, ma che al contempo sono strettamente connessi e fortemente presenti nel lavoro che svolgo sia in quanto docente e formatrice, sia in quanto direttrice di coro, sia in quanto organizzatrice degli eventi e direttrice degli spettacoli che preparo e presento al pubblico.

Queste connessioni mi hanno portato innanzi tutto a riflettere e prendere in considerazione alcune parole quali ‘ruolo’, ‘competenza’, ‘compito’ e ‘performance’ partendo dalla loro definizione.

Definiamo il ruolo

Secondo l’enciclopedia Treccani, «la parola ruolo deriva da un termine latino che indicava un registro che conteneva elenchi di pratiche giudiziarie o di persone che avevano diverse mansioni». Nel campo delle scienze sociali, è «il comportamento dell’individuo nella società in cui vive, in relazione alla posizione che vi occupa. È una categoria concettuale che media fra il livello della società e quello dell’individuo, e quindi fra la sociologia e la psicologia e denota generalmente le aspettative di comportamento associate a un definito status, o posizione sociale»1.

Il coro La Fonte di Cognento (MO)

Definiamo la competenza

Secondo la Treccani, è «l’essere competente; idoneità e autorità di trattare, giudicare, risolvere determinate questioni»; per estensione, la «capacità, per cultura o esperienza, di parlare, discutere, esprimere giudizi su determinati argomenti».

Definiamo il compito

«Parte di lavoro che si assegna ad altri o che qualcuno prefigge a sé stesso di fare»; per estensione, «ciò che spetta di fare in relazione al proprio ufficio […]; meno bene come sinonimo di dovere, cioè obbligo civico o morale; anticamente, «conto, computo; […], misuratamente […] stando attenti a quel che si dice».

La definizione della parola performance, che in italiano assume differenti significati è invece: rappresentazione, esecuzione, spettacolo, ma anche rendimento, prestazione, adempimento, resa.

Alcune di queste accezioni hanno risuonato come più vicine e attinenti alla creazione del processo di strutturazione del workshop, il cui focus era proprio quello di delineare, condividere e descrivere quali potessero essere gli “ingredienti” più adatti alla realizzazione di un buon progetto corale.

Laura Rebuttini in un momento di direzione del coro Coriste Per Caso di Correggio (RE)

Il ruolo nel coro

lo status (ossia la posizione di una persona in un sistema sociale) assume particolare importanza nella definizione e nell’assegnazione di un ruolo, una «categoria concettuale che media fra il livello della società e quello dell’individuo, e quindi fra la sociologia e la psicologia e denota generalmente le aspettative di comportamento associate a un definito status, o posizione sociale. […] Spesso un determinato status comporta più di una relazione sociale e quindi impone al soggetto di conformarsi a ruoli complessi non sempre definibili unitariamente né univocamente. Ciò consente di spiegare su basi sociologiche i frequenti conflitti di ruolo percepiti dall’individuo»2.

Già da queste specifiche si deduce quanto la determinazione dei ruoli sia delicata in generale, e quindi ancor più all’interno di un progetto corale di tipo amatoriale. Tale determinazione infatti è spesso tutt’altro che immediata ed evidente alle “parti in gioco”, se non chiaramente esplicitata già dal primo ingresso nel coro stesso come corista (e/o socio, quando il coro è anche associazione).

La competenza nel coro

Se la definizione di competenza si esprime con:

l’idoneità e autorità di trattare, giudicare, risolvere determinate questioni;

ciò che una persona dimostra di saper fare in modo efficace in relazione a un obiettivo prefissato in un determinato ambito, il cui risultato del suo agire competente è la prestazione o performance3;

la capacità di far fronte a dei compiti mettendo in moto le proprie risorse interne (cognitive, affettive…) ed esterne (persone, strumenti materiali) in modo coerente e fecondo4,

allora le competenze sono strettamente legate e interdipendenti ai ruoli che vengono assegnati e a quanto questi ruoli siano precedentemente stati chiariti e ben definiti all’interno del progetto corale.

Laura Rebuttini (foto di Roberto Incerti)

Il compito nel coro

Tra le varie definizioni quelle più interessanti descrivono il compito come un lavoro che viene assegnato ad altri o che ci si prefigge di fare, ma anche come sinonimo di dovere, che può quindi diventare un obbligo civico o morale. I compiti all’interno di un progetto corale possono dunque essere assegnati, ma anche autoassegnati (qualcuno si prende l’autonoma responsabilità di eseguirli), e a seconda del livello d’impegno e di significato che assumono possono o potrebbero trasformarsi in doveri.

La performance nel coro

Come da definizione, questa parola ha molte sfaccettature e all’interno di un progetto corale può rappresentare sia lo spettacolo in sé e per sé (il concerto, l’esibizione dal vivo, la partecipazione a un concorso), ma anche il rendimento e la resa che la prestazione ha avuto o dato.

Quanto dunque una chiara definizione di ruoli, competenze e compiti all’interno del progetto corale può influire e influenzare la resa di uno spettacolo? Quanto e come può influenzare la performance?

Forse, ancor prima dobbiamo chiederci come si affronta una performance musicale, partendo dalle prove fino al giorno dell’esibizione (o audizione, concorso, concerto), e quali sono gli aspetti più importanti da tenere in considerazione quando si prepara una performance musicale.

Il coro Anello Forte di Casalgrande (RE)

Nel porre queste domande al gruppo dei coristi allievi del mio workshop, ho cercato di capire quali esigenze, quali bisogni affiorassero e costituissero i fattori di base da portare alla luce. Da questi sono emersi svariati elementi mostrati qui di seguito in tabella, suddivisi in 3 gruppi per poter meglio comprendere se e come siano strettamente legati ai ruoli e alle competenze:

Ho successivamente chiesto come possiamo arrivare alla performance ‘al meglio’, quali siano gli elementi che per i coristi sono necessari per considerarsi pronti e “al top” per affrontare la performance musicale; a queste domande sono emersi spunti molto interessanti:

essere sereni;

tenere fuori i problemi personali dal progetto corale se possibile;

far diventare questo momento il momento del coro, dove tutto ciò che sta al di fuori per un attimo scompare;

avere un atteggiamento di apertura e positività;

tenere fuori dalle prove gli atteggiamenti di permalosità e di giudizio;

avere fiducia nel direttore, nelle sue capacità e nelle sue intenzioni.

Ho quindi chiesto come gestissero eventuali errori durante le prove o le esibizioni, e anche in questo caso gli spunti di discussione sono stati molteplici. Dopo un intenso scambio di situazioni-tipo espresse a titolo esemplificativo, ho posto altre domande a spunto di riflessione e li ho guidati alle seguenti considerazioni:

c’è un direttore davanti a noi che è li apposta per guidare il coro, ad accompagnarlo e aiutarlo nella performance: è il primo elemento al quale fare riferimento;

mantenere attiva la concentrazione sul pezzo e sul momento che si sta vivendo;

non soffermarsi sull’errore, non rimuginare e non manifestarlo con gesti di qualsiasi genere (che siano smorfie, movimenti di mani o del corpo, strani sbuffi di disperazione o disapprovazione); è normale commettere qualche piccolo errore durante la performance e quando accade è necessario cercare di passare oltre, focalizzando l’attenzione sul pezzo o sulla frase successiva;

• evitare di avere una comunicazione negativa con i compagni al nostro fianco, poiché non sappiamo come questi possano ricevere la nostra comunicazione in un momento di stress o tensione, come quello dello spettacolo;

• affidarsi ai compagni che stanno al nostro fianco poiché possono aiutarci a ritrovare eventualmente il punto in cui ci si è smarriti o persi, o dove è avvenuto l’errore;

restare positivi.

Infine, ho chiesto ai coristi come vengano gestite e recepite all’interno del coro le eventuali critiche e i feedback alla prestazione musicale (entrambi sono infatti una parte essenziale in qualsiasi processo di apprendimento, se accolte nel modo giusto); una domanda che ha fatto emergere parecchie criticità e un interessante confronto:

• cercare di accogliere critiche e feedback in modo costruttivo: se il feedback ci sembra negativo è importante prendersi il proprio tempo per elaborare il messaggio e il significato di tali comunicazioni, affrontandole con mente aperta e volontà di capire cosa non ha funzionato in quel momento, per attivare le modifiche necessarie a migliorare e/o risolvere la problematica emersa;

• cercare ulteriori feedback per avere una panoramica più ampia e capire come la mia performance venga recepita.

Tutti questi spunti ci fanno capire come la riuscita di un buon progetto corale si esplichi nell’interazione di tantissimi elementi, ma alla base è necessario avere reale chiarezza di quali siano le parti in gioco ed il loro ruolo, le competenze ed i compiti. Diversamente, si rischia di produrre esclusivamente ambiguità, confusione, mancanza di rispetto e fiducia.

Laura Rebuttini alla direzione del coro Gospel and MoRe di Scandiano (RE)

Ascolta la puntata 30 su Radio AERCO

1. Per questa e le citazioni seguenti: https://www.treccani.it/enciclopedia/ruolo [consultato il 18/07/2025].

2. https://www.treccani.it/enciclopedia/ruolo [consultato il 18/07/2025].

3. Drago, Rosario. La nuova maturità: manuale pratico-pratico per la gestione del nuovo esame di Stato. Aggiornamento 2000, Trento, Erickson, 2000.

4. Pellerey, Michele. Le competenze individuali e il portfolio, Milano, La nuova Italia, 2004.

Continua nel prossimo numero!