di François Girard (2014)

In copertina: Garrett Wareing in una scena del film L’ottava  nota – Boychoir di François Girard, 2014

Il film L’ottava nota – Boychoir di François Girard (2014) intreccia il percorso di formazione di un giovane talento vocale con una riflessione sulle dinamiche di potere e l’impatto trasformativo dell’arte. L’opera focalizza la sua attenzione su Stet, un ragazzo segnato da un passato difficile, che si ritrova immerso nel mondo rigoroso di una prestigiosa accademia musicale.

Locandina del film

Il personaggio di Stet

Stet emerge come figura complessa, alimentato da una rabbia interiore. La sua evoluzione, lungi dall’essere lineare, è costellata di conflitti. Girard rifugge dai cliché del talento innato, sottolineando l’impegno e la dedizione necessari per l’eccellenza. Garret Wareing, con la sua interpretazione, riesce a trasmettere la dualità di vulnerabilità e risolutezza che caratterizza il personaggio.

La musica come linguaggio emotivo

La musica nel film trascende la sua funzione estetica, divenendo un vero e proprio linguaggio emotivo. Le esecuzioni corali, magistralmente realizzate, esprimono le emozioni dei personaggi, amplificando la portata drammatica della narrazione. Girard si serve della musica per esplorare i temi della disciplina e del controllo, dove la struttura rigorosa del coro riflette le severe regole dell’accademia, in contrasto con lo spirito ribelle di Stet.

Dustin Hoffman in una scena del film L’ottava  nota – Boychoir di François Girard, 2014

Il mentore Carvelle

Dustin Hoffman, nei panni del direttore del coro Anton Carvelle, offre una performance ricca di sfumature. Carvelle, personaggio enigmatico e tormentato, riconosce il potenziale di Stet; la loro relazione, cuore pulsante del film, è segnata da tensione e rispetto reciproco. Carvelle, lontano dall’essere un mentore idealizzato, sfida Stet a superare i propri limiti.

Aspetti tecnici e stilistici

La regia di Girard si distingue per eleganza e misura, con particolare attenzione alla fotografia e alla composizione delle scene. Le sequenze corali, girate con maestria, creano un’atmosfera suggestiva. La colonna sonora, curata da Christophe Beck, fonde musiche originali e brani classici, arricchendo l’esperienza emotiva.

Giudizio complessivo

L’ottava nota – Boychoir è un film che colpisce per profondità e sensibilità. Offre una riflessione sulla potenza trasformativa della musica e sull’importanza dell’impegno. Pur seguendo alcuni stilemi del genere, si distingue per la complessità dei personaggi e la cura dei dettagli.

La Trama

Stet, un problematico dodicenne di Odessa, in Texas, vive con la madre, dipendente dall’alcol. Stet, che ha un naturale talento per il canto (notato dalla preside della sua scuola), è nato dalla relazione con un facoltoso uomo sposato e con figli, determinato a mantenere il segreto. Quando la donna trova la morte in un incidente stradale, il padre lo fa entrare alla National Boychoir Academy, un’accademia di musica d’élite specializzata nelle voci bianche. Completamente fuori dal suo elemento, Stet si ritrova in una battaglia di volontà con l’esigente maestro Carvelle del coro dell’accademia, che riconosce nel ragazzino un talento unico e lo spinge a trovare l’anima creativa della musica, favorendo il suo ricongiungimento con il padre.

Il commento di Francisco G.

Bisogna ahimè sottolineare che la sceneggiatura (il progetto senza il quale un film non si potrebbe fare!) risente della “sindrome di Rocky Balboa”: abbiamo un ragazzo difficile, in un quartiere difficile, che rimane orfano. Una sfida. Un allenatore. Tanto tanto talento. Un antagonista antipatico (un po’ Ivan Drago, ma più piccolo di statura). La parte dell’allenamento duro, isolato e alla fine il riscatto. Ora, premettendo che il primo Rocky è sicuramente un capolavoro, qui viaggiamo su un cliché un po’ troppo visto e rivisto, con alla fine anche il capolavoro buonista del padre redento. Vederlo in lingua originale aiuta ad apprezzare le performance di Dustin Hoffman e Kathy Bates, che a mio parere possono essere l’unico motivo per dare attenzione al film.

Emoziona? Certo! Ma come diceva il grande Luchino Visconti «datemi un pedale di buona musica e vi faccio piangere chiunque!» (e qui parliamo di Wagner, Händel, Mendelssohn, Rachmaninov, Britten… chapeau!)    

Scheda Tecnica:

Titolo originale: Boychoir
Produzione: USA, 2014
Durata: 103 minuti
Genere: Drammatico
Regia: François Girard
Fotografia: David Franco
Colonna sonora: a cura di Brian Byrne (musiche di Wagner, Händel, Mendelssohn, Rachmaninov, Britten)
Scenografia: Richard A. Wright
Montaggio: Gaetan Huot
Attori e personaggi: Dustin Hoffman (Anton Carvelle), Garrett Wareing (Stetson “Stet” Tate), Kathy Bates (direttrice), Eddie Izzard (Drake), Kevin McHale (Wooly), Josh Lucas (Gerard), Debra Winger (Sig.ra Steel), River Alexander (Rafael “Raffi” Abrams), Joe West (Devon)