Camillo Cortellini: Letanie della B. Vergine a 5,6,7,8 voci e organo (ED. DIGITALE)

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Queste litanie rappresentano l’emergere di una tradizione, di un momento del “far musica” che ha radici sia nella cultura ufficiale sia in quella popolare, che ancora sopravvive nell’uso di canti ed inni processionali dedicati alla Madonna.

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Descrizione

Notizie biografiche

Cortellini nacque a Bologna nel 1561 e vi morì nel 1630; soprannominato il Violino (suo padre Gaspare era detto Il Viola), pseudonimo con cui si trovano firmate alcune sue opere, fu apprezzato musicista e compositore; studiò canto, trombone e composizione con Alfonso Ganassi e fu attivo nel Concerto della Signoria della Città di Bologna, prima come strumentista, poi dal 1611 come direttore fino alla morte. Coprì anche altri incarichi: fu cantore nella cappella di S. Francesco, cantore e successivamente suonatore di trombone in quella di S. Petronio.

Consistente è la sua produzione musicale, di carattere sacro (Salmi, Messe, Litanie, Magnificat) e profano (tre libri di madrigali).

A conferma dell’importanza di Cortellini nell’ambiente bolognese va ricordato che la prima raccolta di Messe del 1617 (la seconda è del 1626) è il primo esempio di messe concertate stampate a Bologna, in cui si prevede l’alternanza dei cori con solisti e con strumenti.

L’opera

In questo volume dei “Quaderni” sono pubblicate le Letanie della B. Vergine a 5-8 voci e organo, che furono stampate a Venezia da Giacomo Vincenti nel 1615.

Nella dedica Cortellini precisa che le litanie sono dedicate “alla beatissima Vergine di San Luca Sopra il Monte della Guardia a Bologna”.

Nel territorio bolognese e limitrofo la pratica mariana fu ed è tuttora molto diffusa, con molti punti di culto, fra i quali il più importante è quello della Madonna di S. Luca.

Si tratta di una tradizione popolare con caratteristiche sacre e civili (il culto era legato alle piogge o ad altri fenomeni naturali) e commistione di elementi religiosi e di sagra.

Il periodo della permanenza in città dell’immagine della Madonna di S. Luca nel mese di Maggio è un momento tradizionalmente forte nella cultura religiosa popolare bolognese; la città, come del resto il Santuario posto sul Colle della Guardia, dove si costudisce e si venera l’immagine, diventarono fin dal Medioevo luoghi e meta di pellegrini provenienti dalle zone limitrofe anche della campagna; spesso organizzati in comitive, questi gruppi potevano anche disporre di un coro o di strumenti per accompagnare il viaggio e la processione con canti e musica. L’esecuzione di musica “colta” e appositamente scritta per l’occasione doveva quindi essere tutt’altro che rara.

Queste litanie rappresentano l’emergere di una tradizione, di un momento del “far musica” che ha radici sia nella cultura ufficiale sia in quella popolare, che ancora sopravvive nell’uso di canti ed inni processionali dedicati alla Madonna.

Nel suo insieme le Letanie appartengono ad un tipo di policoralità di carattere strumentale; Cortellini sembra tradurre in questa composizione la sua grande conoscenza della tecnica dello strumento a fiato e il grande mestiere di cantore nello sfruttamento degli spazi sonori “lunghi”: blocchi omoritmici si alternano ad imitazioni a larga e a stretta distanza per dare grande varietà alla scrittura e al conseguente risultato sonoro, dove l’effetto costituisce un aspetto del nuovo linguaggio del XVII secolo: la sorpresa e la meraviglia, la magnificenza, il colore appartengono decisamente già alla nuova “retorica”.

Altri elementi della tecnica compositiva, come i riferimenti di carattere coloristico alla policoralità di stampo veneziano e quelli di carattere ritmico allo stile della chanson. francese, sottolineano la presenza in epoca rinascimentale e barocca di un humus creativo, testimoniato in Italia dall’esistenza di una grande scuola musicale (nel senso di bottega artigianale, come per le arti visive), che permise di raggiungere grandi livelli artistici ad un elevato numero di musicisti.

Nell’impalcatura polifonica delle litanie è prevista un’unica linea di sostegno rappresentata da un basso per l’organo, che ha le caratteristiche del basso “seguente”.

La forma responsoriale delle litanie è applicata in tutte le quattro versioni. Strutturalmente si nota una precisa differenza fra le prime due versioni (a 5 e 6 voci) e le altre due (a 7 e 8 voci): mentre le versioni a 7 e 8 voci mantengono fissa la tipologia delle sezioni vocali che formano i due cori divisi in primo e secondo coro, le versioni a 5 e 6 voci sono caratterizzate da grande varietà dell’assetto fonico nell’alternarsi dei gruppi; questa varietà è ottenuta sia con l’organizzazione di diverse tipologie nei settori vocali che di volta in volta formano un gruppo, sia con la variazione del numero delle sezioni che vi partecipano.

Questo determina una ricca gamma di soluzioni timbriche che danno luogo nella composizione a continue differenze nel colore sonoro.

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