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Il giorno del battesimo di Cristiana c’era un gran via vai di amici e parenti a casa Crovetti ed io ero davvero assai emozionato: era la prima volta che stavo per assumere le vesti di “padrino” di una bella bimba, tua figlia secondogenita, Antonietta cara! Capitò che, uscendo tutti per partecipare alla messa, la porta dell’appartamento fu chiusa senza prender la chiavi di casa. Scompiglio momentaneo, risolto presto con una corda da roccia che allora tenevo sempre in macchina e con una discesa a corda doppia in casa Crovetti dal balcone dell’appartamento di sopra. Per mamma Antonietta avrei fatto questo e molto altro. Così nei numerosi incontri che ci proponeva il Coro in cui cantavo con tuo marito Giancarlo, si cementò la nostra amicizia e la stima che avevo di questa ragazza vivace e mai doma, sempre pronta a fare sport, basket, tennis, nuoto e con una grande passione per la montagna, per il teatro per la cultura. Ricordo quando cantavi con noi già da allora durante nella
lunghe scarrozzate col bus in autostrada, al ritorno a notte fonda dalle tante rassegne corali che ci avevano ospitato, e spesso avevi i tuoi bimbi al seguito. Nonostante la famiglia cresesse, riuscivi sempre ad avere nuovi interessi, gettandoti con passione in nuove avventure, mai dimenticando però di stendere su tutti i tuoi cari il grande mantello della tua affettuosa e costante attenzione. Quando all’inizio degli anni ’80 ti proposi di darmi una mano nella gestione dell’ufficio dell’AERCO e di un paio di altre Associazioni che allora ci ospitavano nella loro sede, non hai avuto un momento di dubbio: ti sei organizzata la giornata di mamma, rispolverando le nozioni della tua vita professionale, disponendoti al nuovo impegno con passione e competenza. Così sei stata con noi per trenta anni ininterrotamente; non c’è stato raffreddore o influenza che ti abbia tenuta lontano una sola volta dal tuo giornaliero dovere; sempre pronta con la tua bici “ognitempo” a raggiungere la sede dell’AERCO, sempre puntuale nel tuo lavoro e solerta a ricordarci gli impegni, le scadenze, gli appuntamenti, pronta a gustare le novità e ad appropriartene. Tu che avevi lasciato per gli impegni della tua numerosa famiglia la fedele Olivetti ed il ciclostile, non hai avuto il minimo dubbio a prender presto familiarità prima con il Commodor e la stamapante ad aghi e poi con fotocopiatrice ed il personal computer. Il tuo sollecito che ci rivolgevi per le cose d’ufficio era sempre discreto, ma altrettanto convincente e puntuale e terminava solo quando il “nostro compito” lo avevamo compiuto. Tren’tanni di attività comune: io rientravo dal mio impegno d’azienda la sera e nella buchetta delle lettere (abitavamo, come ora, nello stesso immobile) trovavo tutto quanto era giunto in sede AERCO in mattinata e se non disbrigavo subito le risposte alla corrispondenza, puntualmente arrivava la telefonata il giorno dopo, che gentilmente ricordava di farlo … con cortese sollecitudine. Cara Antonietta, sei stata davvero per tantissimi Cori emiliano-romagnoli un indiscutible e sicuro punto di riferimento per lunghi anni, puntuale nel recepire le tante esigengenze e le richieste più disparate ed impeccabile nel provvedere nelle risposte. Anche tu, Antonietta cara, dal 1991 hai poi vissuto la grande gioia di far orchestra con la voce assieme al un coro; con noi dello Stelutis hai compiuto oltre venti anni di attività corale, su e giù per l’Italia e persino in America e Brasile. Per te il FarCoro è divenuta una insostituibile esperienza di vita ed una passione profonda. Quando i tuoi figli, aggravandosi la tua malattia, ti hanno detto che forse era opportuno per qualche tempo sospendere l’attività corale, hai capito che c’era qualcosa nella tua salute che non andava. Ne sei rimasta tremendamente scossa, e solo allora hai lasciato che la malattia ti prendesse tutta e ti ha portasse via lasciando un grande vuoto nel Coro e nell’AERCO. Ora condividiamo con la tua famiglia tanta tristezza. Ma restano i ricordi di indimenticabili serate con amici e con il coro, di rassegne ed assenblee, del tuo sorriso aperto e gioviale che rasserenava e ci dava tranquillità, perché tutto si sarebbe svolto, alla fine, perfettamemte. Grazie Antonietta per la tua dedizione profonda, mai disgiunta dalla tua naturale gentilezza e grazia con cui sei sempre intervenuta tra noi; l’esempio e l’attaccamento che ci hai mostrato ha tanto giovato a noi tutti e ci ha dato concretezza e voglia di continuare ad impegnarci per la comunità. E tutto ciò non dimenticando mai la tua bellissima famiglia, verso la quale si è rivolto il tuo affetto, la tua amorevole protezione. Antonietta cara, per tutto quanto ci hai donato ti siamo grati. Con te se ne va anche una parte importante del nostro vissuto.