«E per me un mondo senza Mozart sarebbe ancora più povero di un mondo senza Socrate» (Hermann Hesse)

Tutti i bambini del pianeta sono da sempre affascinati e conquistati dal girotondo: ci si prende per mano e si gira in tondo, cantando dei ritornelli musicali adatti ad accompagnare il ritmo dei passi o, forse meglio, generati dallo stesso movimento dei passi. Il girotondo non ha limiti per il numero dei partecipanti e può essere circoscritto soltanto dallo spazio a disposizione: non dipende dal numero pari o dispari e, in genere, piace indistintamente a tutti, potendo variare in velocità, in direzione (oraria e antioraria) e sottoponendosi facilmente a effetti di accelerando e di rallentando. Costituendo la figura fondamentale per molte danze di origine o di carattere popolare è sicuramente – con altri diffusi giochi infantili – all’origine delle principali forme di ballo collettivo e di infinite varianti coreografiche. Tutti ne conosciamo la forma cantata più diffusa, quella che – tra le altre cose – ci ha insegnato a lasciarci cadere per terra senza conseguenze dannose, anzi in maniera giocosa e divertente:

 

Giro giro tondo  

Casca il mondo

Casca la Terra

Tutti giù per terra!

tempo, a – cosa non da po

 

Al fascino del girotondo non hanno resistito i compositori classici e neppure i cantautori, fra gli esempi più conosciuti e proponibili come ascolto ai bambini (facilmente reperibili su YouTube) troviamo Girotondo di Fabrizio De André e Girotondo intorno al mondo di Sergio Endrigo, autore quest’ultimo di ottime canzoni per bambini, da solo o in collaborazione con autori come Gianni Rodari e il brasiliano Vinicious de Moraes. La pratica del girotondo, cantato e collegato al movimento, ci permette di lavorare in maniera pratica e efficace su un punto essenziale della pratica musicale e che ne rivela una delle sue peculiari proprietà. Quando ci si accinge a far musica, prima di ogni comportamento, di ogni condotta, c’è un ritmo (una sequenza, un algoritmo) che ci indica i necessari tempi di applicazione (come, dove, quando). Che si legga o si esegua a memoria della musica o che si improvvisi, c’è sempre un progetto nel pensiero (più o meno conscio) che predispone e traccia il percorso del nostro agire musicale e, all’occorrenza, è pronto a cambiare strada in tempi rapidissimi. In altri termini, l’esperienza musicale ci insegna a entrare nel flusso delle azioni e a disporci in relazione con lo spazio e il tempo, a – cosa non da poco – fare “la cosa giusta al momento giusto”, affinando la coordinazione psico-motoria e creando esperienze di sincronia piacevolmente condivise. E cosa meglio di un girotondo riassume in sé tutte queste proprietà? Tra l’altro, cantare in movimento contrasta possibili rigidità d’emissione e favorisce un’emissione vocale svincolata da tensioni e preoccupazioni performative. A tutto ciò si unisce la figura del cerchio che elimina qualsiasi lettura gerarchica della disposizione spaziale, perché non c’è un davanti e un dietro e neppure un sopra e un sotto, ma tutti sono ‘ugualmente’ in relazione.

Tempo fa anch’io sono stato attratto dalla magia del girotondo e ho deciso di mettere in musica alcune diffuse filastrocche a partire da quella qui citata sopra e anche da una filastrocca popolare che,  come molte altre, ha origini molto antiche. Ecco qui il testo che ho scelto tra le tante varianti possibili a nostra disposizione:

Giro giro in tondo

Giro giro in tondo,
cavallo imperatondo,
cavallo d’argento,
che costa cinquecento.
Centocinquanta,
la gallina canta,
lasciatela cantare,
si vuole maritare.
Le voglio dar cipolla:
Cipolla è troppo dura,
le voglio dar la luna;
la luna è troppo bella,
c’è dentro mia sorella,
che fa i biscottini
che fa i biscottini
per darli ai bambini.
I bimbi sono cento
e i biscotti cinquecento
e se non stai attento
li mangio in un momento!

Questo testo ha origini antiche e versi molto simili a quelli iniziali (anche nella scansione metrica) si possono ritrovare nella filastrocca Iesce sole riportata nella prima metà del ‘600 da Giambattista Basile nel suo celebre Cunto de li Cunti: «Iesce, iesce, sole / scaglienta ‘Mparatore! / scanniello d’argiento / che vale quattociento, / ciento cinquanta / tutta la notte canta […]».

Ora, se andate alla pagina delle partiture del mio sito personale www.tulliovisioli.it, scorrendo la pagina verso il basso, tra i canti destinati alla scuola primaria e alla scuola dell’infanzia, trovate Giro giro in tondo: si tratta della base musicale della filastrocca riportata più sopra (per scaricare il file mp3 basterà cliccare con il tasto destro del mouse su base musicale e selezionare salva link con nome). A questo punto, seguendo le indicazioni del testo e affidandosi anche alle capacità del nostro orecchio musicale, non sarà difficile cantare il testo della filastrocca sulla base, aiutati dall’emulazione di un suono di chitarra che ci farà da guida melodica nota per nota. Inoltre, per chi conosce la musica e suona uno strumento a tastiera o la chitarra, non sarà difficile suonare la partitura servendosi semplicemente delle sigle degli accordi indicati secondo la notazione anglo-sassone (A-La;  B-Si;  C-Do;  D-Re;  E-Mi; F-Fa; G-Sol).

Alcuni utili suggerimenti pratici:

– Per insegnare ai bambini il canto, all’inizio sarà bene apprenderlo come un semplice canto corale e, in una fase successiva si potrà eseguire in movimento, cioè mettendo ‘in scena’ un vero e proprio girotondo.

– La parte cantata richiede respiri brevi e riprese rapide. Se all’inizio ci sono delle difficoltà, si può dividere il coro in due semicori (A e B) e affidare ad ogni semicoro una coppia di versi secondo uno schema di alternanza simile a domanda-risposta, ad es.: A > Giro giro in tondo, cavallo imperatondo /  B > cavallo d’argento, che costa cinquecento… ecc. In seguito, e con la pratica (l’ho ampiamente sperimentato), ciascun bambino sarà in grado di cantare tutto il testo dall’inizio alla fine.

– La parte introduttiva del canto serve per preparare sia la voce che l’azione del girotondo; perciò, sarebbe consigliabile di iniziare sia il canto che il movimento quando entra la parte melodica.

– Sulla parte strumentale [misure 21- 24] l’azione del girotondo si può fermare e si possono compiere delle azioni: battere le mani individualmente, battere le mani a coppie uno di fronte all’altro oppure girare su sé stessi… ecc. Alla ripresa del canto le mani si ricongiungono e si riparte con il girotondo. Buona musica e arrivederci al prossimo articolo.

Scarica lo spartito Giro giro in tondo – partitura