nella foto: Il Coro dei Ragazzi Cantori di S. Giovanni-Leonida Paterlini nel 25° dalla fondazione

Chi entrasse dalla vecchia porta in via d’Azeglio 28 in pieno centro storico a S. Giovanni in Persiceto (BO) si troverebbe all’interno di un piccolo oratorio, perfettamente restaurato, attiguo alla chiesa detta del Crocifisso, antica sede della Confraternita del Suffragio. All’interno, una trentina di sedie disposte a semicerchio, e al centro un usurato leggio. In fondo alla sala un antico altare con una bellissima lastra di marmo rosaceo sormontato dalla scritta: “QUI BENE CANTAT BIS ORAT”.

È questa la casa dei Ragazzi Cantori di S. Giovanni-L. Paterlini, coro polifonico che festeggia quest’anno il 50° genetliaco. Tutto ebbe inizio nel lontano mese di gennaio 1973: era periodo post-conciliare dove, nella rinnovata liturgia in lingua italiana, dal punto di vista musicale si sperimentava tutto e il contrario di tutto, molto spesso con risultati alquanto discutibili. Invece il giovane parroco di Persiceto don Enrico Sazzini ebbe una formidabile e provvidenziale intuizione: dotare la Basilica Collegiata di una vera Cappella Musicale. Radunò quindi un gruppo di ragazzini… 22 gennaio 1973, prova della voce. Era iniziata l’avventura dei cantori del “Sängerknaben”! Tale altisonante denominazione era stata scelta dal primo Direttore di questo gruppo, il M° Giorgio Bredolo organista e compositore che frequentava allora il Conservatorio di Bologna. All’appellativo di Sängerknaben seguiva la specifica “Bach Musik Freude” atta a fugare eventuali dubbi sull’impostazione di questo manipolo di voci bianche: gregoriano, Palestrina, polifonia classica e soprattutto “lui”, il grande M° Bach. Esploriamo per un momento le prime partiture di questo gruppo: la n. 28 consiste nientemeno che nel Vidi speciosam di Victoria a 6 voci! Al n. 30 un autentico capolavoro: lo Stabat Mater a 8 voci in doppio coro di Palestrina, tutto in chiavi antiche! Non manca naturalmente Bach, ad esempio con 6 corali (denominati “Schübler” nella loro versione organistica) rigorosamente in lingua tedesca, si intende! Si arrivò a questi straordinari risultati nel giro di un anno e mezzo e il 22 giugno 1974 il Sängerknaben si presentò per la prima volta al pubblico persicetano inaugurando la felice tradizione dei “Concerti di S. Giovanni”. Ma… attenzione: le intenzioni del saggio parroco don Enrico non erano certo quelle di creare un ensemble concertistico fine a sé stesso, e così fin dall’inizio il Sängerknaben prestò servizio nella liturgia domenicale, tutte le domeniche da settembre a giugno. E tale servizio continua ininterrottamente da allora fino ad oggi!

La prima formazione del Coro dei Ragazzi Cantori di S. Giovanni-Leonida Paterlini

Il gruppo di ragazzini si ampliava, cresceva nella preparazione e nell’affiatamento, arrivavano i primi concerti, impegni, trasferte, la strada verso un futuro di soddisfazioni sembrava spianata ma si sa, gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo e come un fulmine a ciel sereno nell’estate 1975 giunse la notizia della partenza del M. Bredolo, chiamato ad un importante incarico in quel di Milano. All’interno delle vecchie mura dell’oratorio del Suffragio si instaurò, comprensibilmente, un clima di incertezza e scoramento: come andare avanti? Dove trovare un nuovo maestro fedele all’impostazione originale? In sintesi… che ne sarà di noi? Ad autunno inoltrato uno spiraglio: Il signor Fernando Rossi, padre di due cantori e ferroviere di professione, è convinto che un suo collega possa essere la persona giusta… il riferimento è a tal Leonida Paterlini, eclettico e geniale impiegato in uno sperduto ufficio alla stazione centrale di Bologna, con un passato di saltuari studi musicali e di direzione di gruppi corali a livello parrocchiale, un passato, appunto… al presente Leonida impiega il proprio tempo libero sempre in campo artistico ma nella pittura, e non è intenzionato ad accettare la proposta dei Persicetani.

Il buon Fernando insiste con il collega e amico: ovviamente vi è l’incoraggiamento anche di don Enrico, insomma il lavoro ai fianchi è inesorabile e alla fine l’insistenza di Rossi riesce portare Paterlini a Persiceto per un’audizione nel tardo pomeriggio del 27 novembre 1975 – chiaramente, come affermò Paterlini, “senza alcun impegno”… E invece l’impegno lo prese eccome!

Se gli occhi di allora videro un esitante Leonida molto dubbioso sulle proprie capacità, non certo sulle potenzialità del coro, con gli occhi di oggi, guardando gli eventi in retrospettiva potremmo definire Paterlini come l’uomo della Provvidenza: non solo garantì al coro di proseguire il cammino ma con le sue intuizioni, il suo instancabile studio e la sua incredibile caparbietà portò il coro a varcare confini allora inimmaginabili. Ad esempio, lo sperimentare con coraggio (sfidando talvolta le “contestazioni” dei cantori, molto legati al modello originario) un repertorio “nuovo” come la musica moderna e contemporanea, come pure la decisione di abolire il vincolo dell’esclusività delle voci maschili per aprire le porte ad un organico più duttile, versatile, adatto anche ai repertori dall’800 in poi dei quali Paterlini era avido esploratore e sperimentatore.

Il Coro dei Ragazzi Cantori di S. Giovanni-Leonida Paterlini nel 50° dalla fondazione

Le vecchie mura dell’oratorio di via d’Azeglio vedevano i cantori quasi tutti i giorni della settimana: prove 4 pomeriggi a gruppi separati all’incirca una mezz’ora a testa, e il sabato e la domenica (prima della Messa) si metteva tutto insieme. Fantascienza? Con gli occhi di oggi sicuramente, ma allora i pomeriggi erano liberi dalla scuola, il parossismo delle attività sportive ancora era ancora da venire quindi l’antico oratorio diventò la frequentatissima sala prove dei “Ragazzi Cantori”… E il Sängerknaben? Fu una delle prime decisioni del nuovo Maestro: troppo impegnativo questo nome tedesco, chiamiamoci più modestamente “Ragazzi Cantori” e aggiungiamo “di S. Giovanni”! Ragazzi… sì, gruppo vivace che negli anni d’oro arriva a contare anche 60 e più elementi, gruppo che dopo il necessario periodo di assestamento con il nuovo Maestro inizia a prendere le ali e volare in alto… viene selezionato per la Rassegna di Loreto 1980, e nel 1981 Paterlini osa l’inosabile (così sembrava allora) e porta i Ragazzi Cantori al Concorso Internazionale “Guido D’Arezzo”, dove ottiene un insperato Premio Speciale per il canto gregoriano. Nel 1983, una fantastica esperienza ai “Recontres Internationales de Montreux” in Svizzera e nel 1984 il primo dei numerosi “Primi Premi” in un concorso: vale a dire Vallecorsa (FR), primo premio assoluto! Nel 1985 il repertorio del coro arriva a quota 180 titoli, con ampia rappresentanza di autori di epoca rinascimentale ma altrettanta presenza di repertorio moderno, anche contemporaneo! E ci sono titoli di assoluto valore ed impervia difficoltà: in ambito di rigorosa par condicio possiamo citare la monteverdiana Missa a 4 voci da cappella e dall’altra parte la monumentale Missa Brevis di Zoltán Kodály, o ancora il Mottetto Exaudi Domine di Giovanni Gabrieli a 10 voci in doppio coro e il modernissimo Salmo 67 di J. P. Ostendorf. Tutto sembra andare nel migliore dei modi… sembra… ma ecco le prime avvisaglie di una crisi profonda. Ricordiamo che il gruppo è solo maschile e nella seconda metà degli anni ’80 la concorrenza delle attività sportive si è fatta spietata: molti cantori abbandonano e vi è difficoltà a reperire nuove leve. Paterlini inizia a pensare seriamente di aprire le porte alle voci femminili; non tutti, cantori e genitori, sono d’accordo e il momento è molto delicato. Il Maestro, come sempre, va dritto per la sua strada, non è un accentratore e tantomeno un “dittatore”. Ha riflettuto molto, ne ha parlato diffusamente con i suoi principali collaboratori e con don Enrico, è fermamente convinto che sia l’unica strada che possa garantire la sopravvivenza dei Ragazzi Cantori. E così nell’ottobre 1987 dalla vecchia porticina di via d’Azeglio iniziano ad entrare alcune bambine; si tratta di ricominciare, magari non da capo ma quasi, oltretutto con l’aggiunta di una certa freddezza da parte dei cantori più “stagionati”. Altro necessario periodo di studio e di assestamento della nuova formazione poi ancora una volta il gruppo ritrova le ali… gli anni ’90 sono anni meravigliosi, di severa preparazione ma anche di grandissime soddisfazioni e prestigiosi riconoscimenti: si conseguono piazzamenti onorevoli ai concorsi di Stresa e Vittorio Veneto.

A confermare una ritrovata armoniosa unità del gruppo, nel 1995 Il coro ritorna a Vallecorsa e ottiene il Primo Premio Assoluto oltre ad un Premio Speciale della Giuria per la migliore interpretazione di musica rinascimentale.

Nel 2000 altro Primo Premio al Concorso per cori liturgici dell’Emilia-Romagna.

Il gruppo è ormai consolidato, l’età media è cresciuta, molti dei “Ragazzi” sono in realtà adulti, padri e madri di famiglia… e iniziano ad entrare nel coro anche i figli dei Cantori. Nel novembre 2004 il coro effettua una memorabile trasferta a Londra per alcuni concerti, con esecuzioni presso le Cattedrali di St. Paul e St. Albans.

Il 24 giugno 2005 il M° Paterlini dirige il suo ultimo concerto di S. Giovanni: dopo 30 anni di frenetica attività appare molto provato fisicamente ed è costretto a fermarsi; mesi dopo gli verrà diagnosticata la S.L.A., una malattia terribile. Nel settembre 2005 il Consiglio Comunale di S. Giovanni in Persiceto assegna al coro dei Ragazzi Cantori un encomio solenne “per l’opera di divulgazione musicale in Italia e all’estero” e per aver rappresentato splendidamente la cultura persicetana. Il riconoscimento viene consegnato durante una riunione del Consiglio Comunale, e il coro in tale occasione è invitato ad esibirsi. Paterlini, come detto, non è in grado di dirigere; quindi, nell’incertezza generale si trova una soluzione “provvisoria” almeno per questa occasione: i Ragazzi Cantori verranno diretti dal loro organista, il M° Marco Arlotti, persicetano e docente al Conservatorio di Bologna. E dopo? Permanendo l’incertezza si decide di continuare con la soluzione “provvisoria” almeno fino a Natale… E dopo? Fino a Pasqua ovviamente. E dopo? Facciamola breve e sveliamo subito il finale: la direzione (non più provvisoria, ormai lo possiamo dire) del M° Arlotti continua ancora oggi…

Nel 2010 dopo alcuni anni di lavoro e ricostruzione del gruppo il nuovo Direttore decide di mettere alla prova il coro iscrivendosi al Concorso Nazionale di Stresa. Si spera al massimo in un onorevole piazzamento, ma si va soprattutto per fare esperienza e ascoltare cori più blasonati. E invece i Ragazzi Cantori trionfano: Primo Premio assoluto! Nessuno se lo aspettava, è comunque un meritato riconoscimento per il lavoro svolto, la dedizione e la passione dei Cantori. Un mese dopo il trionfo stresiano, il 26 dicembre 2010, muore il M° Paterlini; verrà ricordato come “Maestro di musica, di canto e di vita”. In suo onore i Cantori decidono all’unanimità di modificare la denominazione del coro, aggiungendo il suo nome.

Anno dopo anno il coro prosegue il cammino, il repertorio si amplia, e alle soglie del 50° anniversario arriva a superare i 600 titoli! Prosegue naturalmente il servizio liturgico tutte le domeniche e festività. A tal proposito non sarà inutile specificare che nella Liturgia i Ragazzi Cantori eseguono musiche polifoniche appartenenti alla migliore tradizione musicale della chiesa latina: in ossequio ai dettami dei documenti della Chiesa cattolica sulla musica sacra nella liturgia, si privilegiano il canto gregoriano, la polifonia classica e l’organo, naturalmente mantenendo un sano equilibrio tra musiche polifoniche e canti eseguiti dal popolo. Si può dire, senza alcuna presunzione, che nel dilagante sfascio liturgico/musicale la Collegiata di S. Giovanni Battista rimane un’isola felice, una delle poche.

L’anno delle celebrazioni del 50° si è aperto lo scorso 28 gennaio 2023 con una Messa solenne nella quale il coro ha eseguito la Messe Solennelle di Louis Vierne, un capolavoro assoluto. Un’ultima considerazione: In questi 50 anni possiamo stimare circa 400 ragazzi e ragazze passati tra le fila dei Cantori; un’opera educativa imponente, non solo considerando l’aspetto musicale ma anche umano:

Cantare in coro educa al rispetto degli altri, è esercizio di pazienza e umiltà.

Cantare in coro vuol dire fondere in armonia le diverse individualità, armonizzarsi con il gruppo, acquisire senso di responsabilità rispetto e collaborazione.

Raccogliere ragazzi e giovani per una formazione attenta ai valori dello spirito per mezzo della polifonia antica e moderna quasi esclusivamente sacra.

Questa è la motivazione profonda unita alla passione per il canto e al valore dello stare insieme attraverso la musica.

Questa è l’essenza dell’attività del coro polifonico I Ragazzi Cantori di San Giovanni-Leonida Paterlini

www.ragazzicantori.it