Il madrigalista alla Corte di Rodolfo II D’Asburgo

Occorre dimenticare le azioni politiche di Rodolfo II d’Asburgo, monarca dell’immaginifico Sacro Romano Impero dal 1576 al 1612, per apprezzare le sue attività come straordinario mecenate. Egli accolse nella propria corte di Praga virtuosi artisti da tutta Europa, creando un centro culturale cosmopolita che ignorava le polarizzazioni ideologiche e religiose, mentre si faceva pervadere dal mondo magico della divina armonia post-rinascimentale. Come per suo padre Massimiliano a Vienna, l’ambiente di corte era ecumenico, tollerante, contemplativo e scientifico. Chi fuggiva dalle persecuzioni cattoliche, chi amava la speculazione filosofica, l’alchimia o l’astronomia si ritrovava a Praga. Rodolfo, diversamente dall’odiato zio Filippo II, non fece costruire monasteri, ma un solo castello-cittadella, il Hradschin, una grande Kunstkammer dove poter praticare la sua religione fatta di arte e natura.

Primo libro di madrigali a cinque voci

In quel crogiuolo di naturalismo platonico, Camillo Zanotti (Cesena, ca. 1545 – Praga, 4 febbraio 1591), fu al servizio dell’imperatore come vice maestro di cappella dal 31 agosto 1586 al 1591, anno in cui il compositore cessò di vivere. Percepiva un buon salario mensile di 25 fiorini, mentre ne percepiva 30 il maestro di cappella fiammingo Philippus de Monte (1521-1603), anch’egli prolifico madrigalista. Al cenacolo artistico appartenne, in una posizione privilegiata, Giuseppe Arcimboldo (1527-1593), assai conosciuto per i suoi ritratti grotteschi. Quegli omaggi all’imperatore del pittore milanese appaiono lontani se paragonati ai madrigali che Camillo Zanotti compose e dedicò a Rodolfo II, sebbene la sensualità nei testi e nella musica facesse risaltare gli istinti ancor più dei «ritratti composti» di frutta e verdura. A Praga, Camillo Zanotti dimenticò l’austero gregoriano per l’elaborata polifonia espressa nella più sensuale delle forme musicali: il madrigale. Quale compositore, poté godere dell’approvazione ufficiale e pubblica di Rodolfo, come testimonia l’uso dello stemma imperiale sul frontespizio delle due opere a lui dedicate. Il ruolo di vicemaestro di cappella lo si apprende dal Primo libro di madrigali a cinque voci, datato 30 aprile 1587, nella cui dedica all’imperatore dichiara di essere da alcuni mesi al suo servizio.

Sul libro dei pagamenti di corte è segnato un rimborso relativo al viaggio dai Paesi Bassi, simile a quello fatto per Philippus de Monte. Se ne deduce che arrivò a Praga dopo aver viaggiato nella patria del suo maestro di cappella.

Primo libro delli Madrigali a sei voci

La fama di Camillo Zanotti è evidente dal numero di pubblicazioni e dalla frequenza delle ristampe di sue composizioni nelle antologie musicali dell’epoca. Non paragonabile, tuttavia, alla sterminata produzione di Philippus de Monte del quale si possono contare ben 1073 madrigali, cui occorre aggiungere le composizioni sacre.

Presso Angelo Gardano, stampatore a Venezia, Camillo Zanotti pubblicò nel 1587 Il primo libro de madrigali a cinque voci dedicato a Rodolfo II. Alcune rime dei madrigali musicati (Giacea la mia virtu – Volgeva ella in me – O nemica d’amor – Che non convien) appartengono al coetaneo Torquato Tasso. L’esaltazione degli istinti e la suggestione del godimento sessuale è più che esplicita in Tirsi morir volea, il cui testo del 1581 venne scritto da Battista Guarini. Le più conosciute versioni musicali dello stesso madrigale appartengono ad Andrea Gabrieli (1533-1585), Gesualdo da Venosa (1566-1613) e Luca Marenzio (1553-1599), ma non è da meno quella del nostro Zanotti. Lo stesso maestro Philippus de Monte ne compose una versione. A mitigare gli amorosi istinti arriveranno le Messe stampate da Zanotti nel 1588. L’uso della lingua latina connota la sacralità dei testi musicati, così come la moralità della dedica indirizzata al bolognese Filippo Sega, vescovo di Piacenza. Dal gennaio 1586 all’aprile 1587, Filippo Sega fu legato pontificio a Praga consegnando a Sisto V dettagliate relazioni pessimistiche su Rodolfo II.

Terzo di libro di madrigali. Canzone Tenore.

La raccolta sacra, definita Liber primus, contiene quattro messe composte da Camillo Zanotti. Sul frontespizio appare il marchio tipografico di Angelo Gardano, con il leone e l’orso che sostengono un cartiglio. Lo stesso marchio comparirà nella successiva raccolta di madrigali. Ancora all’imperatore Rodolfo II è indirizzata la dedica del Primo libro delli Madrigali a sei voci, data alle stampe a Venezia il primo gennaio 1589, nella quale appare evidente il desiderio di non essere considerato inoperoso. Anche qui Zanotti utilizzò, in un paio di casi (Di nettare amorosa – Sonar le labbra e vi restaro), i versi del Tasso. Era consuetudine che uno stesso testo poetico venisse musicato da più compositori. Valga, come esempio, il madrigale Oh! che felice incontro su testi di autore non identificato, musicato – oltre che dal nostro -anche da Pompeo Signorucci (1571-1608). I madrigali di Camillo Zanotti penetrano i dolci antri degli umani sensi e sono distanti dai madrigali spirituali del maestro di cappella.

Terzo libro di madrigali.

Philippus de Monte, il quale nutrendosi con gli ideali del Concilio di Trento spiritualizza il repertorio dell’amore umano. Nulla si conosce dell’esistenza di un secondo libro di madrigali di Camillo Zanotti. La dedica del primo libro risale al gennaio 1589, quella del terzo libro al novembre dello stesso anno. Si può quindi logicamente pensare che un secondo libro, se vi è stato, debba essere collocato fra queste due date. Le uniche parti conservate del Terzo Libro de Madrigali, con alcune Villotte à Cinque Voci sono quelle del Tenore, Basso e Quinto. Venne stampato a Venezia nel 1589 da Angelo Gardano e dedicato al cavaliere Pietro Montalbano per i favori ricevuti a Conegliano. Per alcune composizioni, Zanotti utilizzò i testi poetici ricevuti da Girolamo Montalbano, cugino di Pietro. L’autore avrebbe voluto incarnare Imeneo, autor di pace, per augurare personalmente (qui rivela anche le sue doti di cantore) la felicità agli sposi, ovvero Antonio Savorgnano e Ortensia Montalbano. I coniugi sono simboleggiati dai fiumi Monticano e Tagliamento menzionati nella prima canzone Questa del Montican leggiadr’ e bella Scesa dal Mont’ à cui diè l’Alba il nome e nella prima villotta Solo cantando in riva al Tagliamento tutto infiammato d’amoroso ardore. Al 1590 appartiene la raccolta di madrigali italiani e latini a 5, 6 e 12 voci stampata a Norimberga da Katharina Gerlachin. I Madrigalia tam Italica, quam Latina completano la produzione musicale di Camillo Zanotti ed è l’ultima opera data alle stampe mentre egli è ancora in vita. La dedica è rivolta al mecenate «Guilhelmo Ursino» (William di Rosenberg, 1535-1592) che domenica 11 gennaio 1587 sposò Polyxena di Pernštejn (1566-1642), poi principessa Lobkowicz. Le feste nuziali avvennero circa sette mesi prima che Zanotti diventasse un «servitore» imperiale, il che fa supporre che a Praga abbia praticato attività musicali non solo per Rodolfo II. Il mecenatismo di William di Rosenberg è ben conosciuto, tuttavia nel dettagliato resoconto (quasi giornaliero) della Vita di William di Rosenberg, in corrispondenza del giorno del matrimonio sono ricordati poeti, ma non si fa cenno a esecuzioni musicali. Tuttavia, la dedica latina dei Madrigalia ricorda il volto sereno del governatore della casa Rosenberg quando, in sua presenza, Zanotti diresse un coro. I madrigali in lingua latina di Zanotti potrebbero essere stati influenzati dall’incorporea spiritualità di Philippus, così che il madrigale, abitualmente in lingua italiana, vorrebbe assumere con il latino un significato moralmente più elevato. Ne è esempio il dialogo in distici latini tra sposo (Nunc tandem, a 6 voci) e sposa (Nunc ego, a 6 voci) quale decimo brano dei Madrigalia. Vuole essere un omaggio all’unione fra Vratislav von Pernstein e Maria Manrique, matrimonio avvenuto a Vienna nel 1555. Una delle loro figlie è Polyxena della quale si è detto. Il madrigale potrebbe essere stato composto molto tempo prima del 1590, come del resto è indicato nella dedica: «Compositis diverso tempore diversisque, occasionibus quorundam huius Regni». Alba in fiorit’e amene rive, a 6 voci, su versi di Cornelio Frangipane è tra i madrigali in lingua italiana, poi riproposto nelle stampe antologiche del 1594 e 1600, intitolate Il bon bacio. L’intraprendente Ninfa sorprende il pastore Elpin che cincischiando perde tempo rinviando il significato del «bon bacio» a Venere e Amore. Sono apparse raccolte antologiche postume contenenti composizioni di Camillo Zanotti. Due brani sono nella raccolta di Gregorio Turini, anch’egli presente alla corte di Rodolfo II a Praga, intitolata Neue liebliche teutsche Lieder mit vier Stimmer, nach art der welschen Villanellen, edita a Norimberga nel 1590. Tra i 15 brani editi, gli ultimi due sono di Zanotti. Già nel 1591 vengono diffusi cataloghi, come l’Indice delli libri di musica che si trovano nelle stampe di Angelo Gardano, nei quali si segnalano i Madrigali e le Messe a 5 voci del compositore cesenate.

Madrigalia tam Italica, quam Latina, nova prorsus, quinque, sex, et duodecim vocibus discriminata, Nürnberg, Katharina Gerlach, 1590.

In tribulatione dilatasti mihi, mottetto a 8 voci di Camillo Zanotti, fa parte della raccolta Sacrae symphoniae (1598) di vari ed «eccellenti» autori. Il testo latino proviene dal Salmo 4, originariamente usato nell’ufficio di Compieta. È cantato a cappella, diversamente da altri brani della stessa raccolta che prevedevano interventi strumentali. Il mottetto, nelle sole parti di Basso e Contralto, è presente anche in un manoscritto di musica sacra della prima metà del XVII secolo conservato presso la Bibliotheca Rudolphina in Polonia. Un’altra antologia, stampata ad Anversa nel 1601, propone due brani di Camillo Zanotti. S’intitola Ghirlanda di Madrigali a sei voci, di diversi eccellentissimi autori de nostri tempi. Raccolta di Giardini di Fiori odoriferi musicali e contiene i madrigali zanottiani O quanto v’ingannate ed Empio cor. La raccolta di mottetti panegirici Odae Suavissimae, stampata nel 1602 circa, contiene 5 mottetti a cinque voci e 29 mottetti a sei voci, in gran parte di compositori attivi nella Hofkapelle imperiale di Praga. Tra questi due brani di Camillo Zanotti: Cur dum Jacobi festus ad est dies e Daemonis insidiae mundus. L’intera opera musicale, compilata da Philippus Schoendorff, era stata concepita per esprimere riverenza nei confronti del suo maestro Jacob Chimarrhaeus (1542-1614), elemosiniere della corte di Rodolfo II, ovvero il prelato che aveva l’incarico di distribuire le elemosine e le beneficenze sovrane. La raccolta non è conservata nella sua completezza. Sono pervenute le sole parti di Altus, Tenor, Bassus e Quintus. Si resta in attesa che qualche maestro di coro voglia mettere in repertorio brani del meritevole Camillo Zanotti.

 

Composizioni musicali di Camillo Zanotti

1587 – Il primo Libro de Madrigali a Cinque Voci. Nouamente posti in luce, Venetia, Appresso Angelo Gardano, 1587.
Esemplari: PL-GD (S, A, T, B, 5).

1588 -Missarum cum quinque vocibus liber primus, Venezia, Angelo Gardano, 1588.
Esemplari: A-Wn (B, 5); D-KNu (B, 5); I-FZac (manca S); PL-GD (A).

1589 – Il Primo Libro Delli Madrigali à Sei voci. Nuouamente posto in luce, In Venetia, Appresso Angelo Gardano, 1589.
Esemplari: D-Rp (S, A, T, B, 5, 6); PL-GD (S, A, T, B, 5, 6); I-MOe (S, A, T, B, 5, 6); D-KNu (S, B);

1589 – Il terzo libro de madrigali con alcune villotte a cinque voci, Venezia, Angelo Gardano, 1589.
Esemplari: A-Wn (T, B, 5).

1590 – Madrigalia tam Italica, quam Latina, nova prorsus, quinque, sex, et duodecim vocibus discriminata, Nürnberg, Katharina Gerlach, 1590.
Esemplari: D-Rp (S, A, T, B, 5, 6); A-Wn (S, A, T, B, 5, 6); D-FBo (S, A, T, B, 5, 6); GB-Lbl (T, 5); D-Dl (manca 6);
PL-Wu (manca A), PL-WRu (A)

1590 – Gregorio Turini (Gregorium Turinum), Neue liebliche teutsche Lieder mit vier Stimmer, nach art der Welschen Villanellen, Nürmberg, Katharina Gerlachin,1590.
Esemplari: D-Ga

Contiene di Camillo Zanotti:
2 brani, nn. 14 e 15 della raccolta.

1594 – Madrigali Pastorali descritti da Diversi Et posti in Musica Da altri tanti Autori à Sei Voci, Intitolati il Bon Bacio. Nouamente stampati, In Venetia, Appresso Angelo Gardano, 1594.
Esemplari: D-Kl (completo)

Contiene di Camillo Zanotti:
1. Alba in fiorit’e amene rive. 6 v.
Parole di Cornelio Frangipane

1598 – Sacrae symphoniae, diversorum excellentissimorum avthorvm. Quaternis, […]XVI vocibus, tàm vivis, quàm Instrumentalibus accommodatae. Editio Nova, Norimbergae, Apud Paulum Kaufmannum, 1598.
Esemplari completi: Kgl. Bibl. Berlin; Bibl. Univ. Königsberg; D-KMs; Stadtbibl. Breslau; Landesbibl. Kassel; Bibl. Univ. Upsala.

Contiene di Camillo Zanotti:
1. In tribulatione dilatasti mihi, 8 v.

1600 – Madrigali Pastorali Descritti da Diversi, et posti in musica da altri Autori, à Sei Voci, Intitolati il Bon Bacio, Di nouo Ristampati, & Corretti, In Venetia, Appresso Angelo Gardano, 1600. (Senza dedicatoria)
Esemplare manoscritto (1840-1850): D-MÜs
Esemplari in microfilm: I-Bc

Contiene di Camillo Zanotti:
1. Alba in fiorit’e amene rive. 6 v. Parole di Cornelio Frangipane

1601 – Ghirlanda di Madrigali a sei voci, di diversi eccellentissimi autori de nostri tempi. Raccolta di Giardini di Fiori odoriferi musicali. Nvovamente posta in luce, In Anversa, Appresso Pietro Phalesio, 1601.
Esemplari: B-Gub (A, B, 6); NL-DHsch (C, T, B, 6); GB-Lbma (C, A, T, B)

Contiene di Camillo Zanotti:
1. O quanto v’ingannate
2. Empio cor

[1610] Odæ svavissimæ in Gratiam et Honorem Admodum Reverendi ac Illustris Domini D. Jacobi Chimarrhaei Ruremundani S. C. M. Supremi Eleemosynarii A Diversis excellentissimis Musicis partim V partim VI voc. decantatae, [Praga], s.d.
Esemplari: D-Rp (A, B, 5), D-W (T)

Contiene di Camillo Zanotti:
1. Cur dum Jacobi festus ad est dies. 6 v.
2. Daemonis insidiae mundus. 6 v.

1604 – Madrigali Pastorali a sei voci descritti da diversi et posti in Musica da altri tanti Auttori. Di novo stampati, in Anversa, Appresso Pietro Phalesio, 1604.
Esemplari: F-Pn (S, A, T, B, 5)

Contiene di Camillo Zanotti:
Lasciando lui il Pastore.
Parole di Cornelio Frangipane