In copertina: Il CCER e i solisti dell’Accademia d’Arte Lirica di Osimo diretti da Marco Cavazza eseguono la Petite Messe Solennelle di Rossini (3 luglio 2026, foto di Luca Nicoli)
Il CCER incanta l’Abbazia dei SS. Nicolò e Agata
Lo scorso 3 luglio 2026, nella suggestiva cornice dell’Abbazia dei Santi Nicolò e Agata di Zola Predosa (BO), si è vissuta una serata che difficilmente verrà dimenticata dagli appassionati di musica corale presenti.
Alle ore 21, dopo i saluti istituzionali del parroco don Santo Longo, del sindaco Davide Dall’Omo, di Enrico Bernardi per la Fondazione Rocca dei Bentivoglio e di Stefano Ledda, delegato AERCO per la provincia di Bologna, è andato in scena un evento atteso e carico di significato: il concerto di debutto del Coro da Camera dell’Emilia-Romagna, evento inserito nel programma della prestigiosa rassegna Corti, Chiese e Cortili.
Fin dalle prime note si è percepito che non si trattava di un concerto qualunque. Sul palco c’era un ensemble nato soltanto pochi mesi fa da un’idea ambiziosa, un progetto che sembrava quasi un sogno e che invece ha trovato piena realizzazione grazie all’impegno, alla passione e al talento di tutti i suoi protagonisti. Sotto la direzione attenta e raffinata del maestro Marco Cavazza, il coro ha affrontato una delle pagine più amate e impegnative del repertorio sacro: la Petite Messe Solennelle di Gioachino Rossini.
L’atmosfera dell’abbazia, raccolta e solenne, si è rivelata il contesto ideale per valorizzare la straordinaria ricchezza espressiva della composizione rossiniana. Il pubblico ha seguito l’esecuzione con grande attenzione, lasciandosi coinvolgere dall’intensità dei momenti più meditativi e dall’energia delle sezioni corali più brillanti.
Marco Cavazza (foto di Luca Nicoli)
Fondamentale è stato anche il contributo dei solisti dell’Accademia Lirica di Osimo, che hanno dato voce con sensibilità ed eleganza alle pagine solistiche previste dall’opera. Di grande livello l’accompagnamento strumentale affidato a Enrico Bernardi al pianoforte e a Daniele Proni all’harmonium, capaci di sostenere e valorizzare l’intera esecuzione con equilibrio e musicalità.
Ma il momento più emozionante è arrivato al termine del concerto. Quando l’ultima nota della Petite Messe si è dissolta nel silenzio dell’abbazia, il pubblico è esploso in un applauso lunghissimo e caloroso. Una standing ovation spontanea e commovente che ha testimoniato quanto profondamente la musica fosse riuscita a coinvolgere gli spettatori, con la certezza di aver assistito non solo a un concerto di alto livello, ma alla nascita di una realtà destinata a lasciare il segno nel panorama corale regionale.
Dietro questo successo si intravedono mesi di lavoro intenso, prove, studio e dedizione. È giusto ricordare il ruolo determinante di chi ha creduto nel progetto sin dall’inizio: la Fondazione Rocca dei Bentivoglio e AERCO – Accendi la Voce, che hanno sostenuto con convinzione la nascita del Coro da Camera dell’Emilia-Romagna, rendendo possibile questo importante esordio.
Se il debutto rappresenta sempre un momento delicato, quello di venerdì sera ha avuto il sapore di una promessa mantenuta. L’entusiasmo visibile sui volti dei coristi e l’affetto dimostrato dal pubblico raccontano di un percorso appena iniziato ma già ricco di prospettive. Al termine della serata, uscendo dall’abbazia, la sensazione condivisa da molti era una sola: aver assistito alla prima tappa di un viaggio musicale che saprà regalare ancora grandi emozioni.
E il ringraziamento finale non può che andare a tutti i coristi, veri protagonisti di questa avventura, che con il loro impegno e la loro passione hanno trasformato un sogno in una splendida realtà.
L’harmonium della Petite messe solennelle
L’organico della prima esecuzione della Petite messe solennelle (14 marzo 1864) prevedeva un pianoforte a coda coadiuvato da un pianoforte verticale di ripieno e un harmonium, strumento inventato nemmeno vent’anni prima. Nella residenza della Contessa Pillet-Will era presente un harmonicorde di marca Debain, strumento ibrido che combina la meccanica del pianoforte e dell’harmonium; i due timbri possono essere prodotti simultaneamente. L’edizione Brandus & Dufour del 1869 riporta registrazioni di cui non si ha la certezza siano state indicate da Rossini. Per l’esecuzione della Petite messe eseguita il 3 luglio 2026 a Zola Predosa si è utilizzato un harmonium di marca De Lorenzi costruito a Vicenza nel 1855, e conservato nella chiesa di S. Apollinare di Castelletto di Serravalle (Valsamoggia, BO; si ringrazia Don Gianluca Scafuro per la disponibilità). Lo strumento, completamente privo di registri, vanta un sistema detto ‘fonocromico’, che permette una variazione del volume tramite l’apertura di più file di ance in relazione alla semplice pressione sul tasto.
L’harmonium del 1855 utilizzato nel concerto del 3 luglio 2026





