Magia, emozione e una perfetta fusione di voci

In copertina: Il CGER in concerto di Piacenza, 7 dicembre 2025 (foto di Silvia Perucchetti)

A Piacenza, il 7 dicembre 2025, la Chiesa dei SS. Nazario e Celso, gioiello architettonico che celebra i suoi mille anni di storia, ha ospitato con grande successo il Concerto degli Auguri: “Giovani per il Giubileo”, evento augurale per il Natale 2025. L’iniziativa ha rappresentato un momento di incontro, festa e riflessione, dedicato al Natale e alla presentazione del nascente Distretto del Design di Piacenza e provincia.

La serata ha visto la partecipazione del Coro Giovanile dell’Emilia-Romagna, realtà d’eccellenza di AERCO, insieme alla Delegazione di Piacenza, guidata da Patrizia Bernelich. Il repertorio ha saputo unire profondità musicale ed entusiasmo generazionale, interpretando lo spirito innovativo della regione e il valore del fare coro come espressione di cultura condivisa.

Il concerto, il cui programma scelto ad hoc ne è testimonianza, ha inteso creare un ponte simbolico tra tradizione e futuro, mettendo in dialogo patrimonio culturale, architettura e progettualità contemporanea. La scelta della millenaria Chiesa dei SS. Nazario e Celso come scenario dell’evento ha sottolineato la volontà di radicare l’innovazione nelle profonde radici storiche del territorio.

Il foltissimo pubblico ha partecipato con entusiasmo a questo appuntamento unico, in cui musica, storia e visione si sono intrecciate in un’atmosfera di festa e condivisione. Il concerto ha celebrato i mille anni della chiesa, simbolo della trasformazione architettonica di Piacenza, e la presenza del CGER diretto magistralmente da Daniele Sconosciuto (al suo ultimo concerto come direttore del Coro, al termine dell’esperienza triennale) ha interpretato il legame tra memoria e futuro.

Il programma del concerto

Dopo i saluti istituzionali d’apertura (Maurizio Sesenna, direttore della Galleria Rosso Tiziano nella Chiesa SS. Nazario e Celso; l’architetto Carlo Ponzini, presidente del Distretto del Design di Piacenza e provincia; Federico Murero, direttore generale AERCO; Patrizia Bernelich delegata AERCO per Piacenza e provincia), il concerto si è aperto sulle splendide note di Preludio di Piero Caraba. L’insigne compositore ha costruito un percorso luminoso fatto di sovrapposizioni ben calibrate, che hanno conferito un’arcana atmosfera al gioco corale delle intonatissime voci del Coro, alla sua prima esibizione a Piacenza.

Compattezza vocale e contrasti dinamici hanno caratterizzato l’esecuzione del Coro in A Hymn to the Virgin di Benjamin Britten; la scorrevolezza è la cifra stilistica del brano, i cui interpreti hanno offerto una lettura intimistica, ricca di suggestioni. Vi adoro di Manolo Da Rold ci immerge nell’incanto della fede cristiana con l’invocazione a canone Pater noster qui es in caelis, sviluppata anche in un’azione coreografica d’apertura. Con clima disteso e rarefatto si affaccia il Kyrie dalla Missa brevis di Giovanni Pierluigi da Palestrina, datata 1570; una coralità maestosa è invece riservata al Gloria, trasformando la preghiera in pura emozione musicale.

Nell’intento di celebrare il mistero del Corpo e del Sangue di Cristo, Pange lingua è l’inno eucaristico per eccellenza: Alejandro D. Consolacion ne esalta la dolcezza con delicate dissonanze e frasi melodiche di ampio respiro. Di Fabrizio Barchi ci viene poi proposto Agnus Dei, altra splendida pagina liturgica, intonata con raccolta devozione: il gesto coinvolgente di Daniele Sconosciuto amalgama le voci in un’ispirata emozione; i tre versetti si susseguono in un crescendo emotivo, facendo emergere la ricchezza timbrica del CGER.

Dei tre mottetti (Drei geistliche Gesänge) op. 69 di Joseph Gabriel Rheinberger il terzo, Abendlied (‘Canto della sera’), è il più famoso; il testo sacro invoca la presenza di Cristo ‘a restare con noi sul calar della sera’; il Coro dona corpo al suono plasmato dal gesto composto e avvolgente del maestro. Del prestigioso compositore lituano Vytautas Miskinis è poi stato eseguito O salutaris Hostia: l’originale uso delle voci ne fa un’esperienza immersiva, che si può considerare un caposaldo della musica corale contemporanea.

La cravatta e la spilla del CGER (foto di Silvia Perucchetti)

Tratto dal Salmo 84, And the swallow è un canto di pellegrinaggio, composto dalla statunitense Caroline Shaw, che vuole esprimere la felicità di chi abita vicino al Signore. Dolcezza e dissonanze si riuniscono creando un piccolo gioiello di vocalità. Infine, l’imponente e ben articolata struttura del Dies irae di Michael John Trotta conclude il concerto con impeto incalzante. La bravura del Coro, guidato con sapiente cura e attenzione del maestro, trascinano il pubblico ad applausi fragorosi che inondando letteralmente le navate della chiesa.

Restano nella memoria la purezza e la fusione delle voci, l’intonazione perfetta e l’autentica partecipazione alle finalità corali, frutto di un lavoro di gruppo raffinato e appassionato.

Al termine, una richiesta continua di bis e la cerimonia di saluti per il fine del mandato triennale del M° Daniele Sconosciuto alla direzione del Coro Giovanile dell’Emilia-Romagna.

La divisa del CGER (foto di Silvia Perucchetti)