Diario di bordo di una sfida (vinta) tra musica e amicizia
In copertina: Il CGER nell’opera Il pellegrino del nulla, incisa per l’etichetta Tactus nel 2024
Fuori la pioggia batteva forte sulle mura del castello di San Leo nel riminese, con un cielo plumbeo che sembrava lo specchio delle nostre perplessità. Sulla carta la sfida era quasi impossibile: un cambio di direzione appena avvenuto e meno di un mese per montare dieci brani contemporanei, tutt’altro che semplici, per il concorso “Voci d’Italia”. “Bello, ma come faremo a fare tutto questo in così poco tempo e seguendo mani che ancora non conosciamo?”.
Era questo il dubbio che correva tra le sezioni, in un clima sospeso tra il panico di non riuscire a rendere giustizia a quel repertorio così complesso e l’adrenalina pura della sfida.
Eppure è stato proprio lì, in quella clausura forzata tra le pietre del castello, che è successa la magia. Una magia nata da un fitto e silenzioso lavorio sottotraccia.
Ebbene sì, perché mentre il M° Daniele Sconosciuto portava avanti il lavoro più ‘tosto’ ed evidente, imparando a conoscere le nostre voci e a trasmetterci le sue idee musicali, noi coristi abbiamo attivato una rete invisibile di mutuo aiuto. È stato il momento in cui il CGER ha smesso di essere ‘un gruppo che esegue’ ed è diventato un laboratorio vivente. C’era chi metteva a disposizione le proprie competenze linguistiche per districare le pronunce più ostiche, soprattutto nel tedesco; chi offriva consigli di vocalità per superare passaggi impervi; chi, con occhio clinico, suggeriva il punto esatto della partitura in cui respirare coralmente per non spezzare la frase.
Ivan Meschini fra i tenori del CGER durante il concerto di Piacenza, 7 dicembre 2025 (foto di Silvia Perucchetti)
Questo contributo del singolo, figlio dalle esperienze personali di ciascuno, si è fuso con la direzione ufficiale in un clima sì concentrato, ma anche divertito e divertente. Abbiamo imparato a fidarci e ad affidarci, mettendo a fattor comune ogni competenza acquisita altrove. È stato un modus operandi così prezioso ed efficace da diventare, da quel momento in poi, una vera e propria prassi: un’eredità collettiva che il weekend di San Leo ci ha lasciato in dote e che abbiamo portato con noi anche nei progetti successivi.
Tutto questo si è poi trasformato in musica tra i monti della Val Chiavenna. In quei primi giorni di ottobre del 2022 il CGER si è espresso con una voce rinnovata, entusiasta e coesa, arrivando fino alle semifinali. Ma il risultato tecnico, per quanto straordinario visti i tempi, è stato quasi un corollario. La vera vittoria è stata quella luce unica che brillava in sala prove, quella determinazione feroce di un gruppo di amici che, tra un impegno solenne e svariati piatti di pizzoccheri, ha dimostrato che nulla è impossibile se l’obiettivo è condiviso.
Per noi quella non è stata solo una trasferta, ma la prova che nel Coro Giovanile dell’Emilia-Romagna l’unione non fa solo la forza: fa la musica.




