Raccontare con pretesa di linearità del maestro Giovanni Torre, professore universitario, musicista e musicologo – e in particolare dell’esperienza vissuta insieme nel Coro Tomás Luis de Victoria di Castelfranco Emilia – è impresa del tutto velleitaria, che nemmeno un astrofisico divulgatore della teoria del caos sarebbe in grado di fare… E Lorenza, moglie e supporter (e… ‘sopporter’ di una vita) me lo conferma.

Umanamente, partiamo dai ricordi personali.

Giovanni Torre in concerto a Nuoro

Il Coro Tomás Luis de Victoria

Il Coro Tomás Luis de Victoria di Castelfranco Emilia venne fondato da Giovanni Torre nel settembre 1972 e si esibì nel suo primo concerto ufficiale il 18 aprile 1973. Il 50° anniversario venne celebrato dal 15 aprile al 5 maggio 2023, ma purtroppo l’associazione venne chiusa a fine 2024. Attualmente il coro si esibisce in sporadiche apparizioni con il nome Amici del Coro De Victoria, e Maria Rosa Patelli dirige prove e occasionali eventi.

             

Il Coro Tomás Luis de Victoria in concerto a Villa Sorra (Gaggio, MO)

Il Coro Tomás Luis de Victoria in concerto a Villa Sorra (Gaggio, MO)

Epifania di un corista

Era il giugno 1975, alla I Rassegna Corale di Villa Sorra (in provincia di Modena), ideata da Giovanni, organizzata dal Coro Tomás Luis de Victoria e patrocinata dai Comuni comproprietari (San Cesario sul Panaro, Castelfranco Emilia, Nonantola); la mattina della domenica i cori si distribuiscono nei paesi per poi ritrovarsi dopo un lauto pranzo il pomeriggio alla Villa… Baldo giovane, volontario per l’Ufficio Cultura del mio Comune, io ho il compito di accompagnare il Coro Bajolese negli angoli più caratteristici del nostro piccolo borgo; fu grande la mia sorpresa: non avevo mai visto cantare a cappella in mezzo alla gente, all’aperto, senza accompagnamento di strumenti, riempire una ‘grolla’ di vino da passare tra i coristi e poi offrirne al pubblico. San Cesario reagì con un tripudio di bottiglie portate dal bar e dalle case vicine.

Nel settembre 1975 alla Sagra S. Luigi il Coro canta in chiesa e presenta il programma Dalla Lauda allo Spiritual, mai visto un pubblico tanto rapito dal canto e dal modo che ha questo maestro di presentarlo – io conosco i miei paesani e basterebbe questo per gridare al miracolo! –, ma il ‘colpo di grazia’ ci arriva con l’invocazione di Joshua fit the battle of Jerico: quella non fu solo un’esecuzione ben fatta, eravamo davvero tutti davanti a quelle mura che ‘tremarono e crollarono’ lasciando nei cuori le macerie di un modo vecchio di cantare e di ascoltare musica; era il punto di non ritorno nel nostro ‘piccolo mondo antico’ di coro parrocchiale.

Il progetto I bamboccianti delle note sporche

Folgorazione sulla via di Damasco e lezione n. 1

Canta quello che sai con la mente e col cuore; non guardare lo spartito ma il maestro; ascolta gli altri; il pubblico è parte integrante dell’evento; divertire non significa far ridere, ma suscitare attenzione e curiosità.

Lezione n. 2

I brani che decidi di eseguire hanno una loro anima che devi saper rispettare, lo studio e l’applicazione ti aiutino per renderli al meglio; la grandezza dell’artista sta nella modestia di far parlare le opere.

Giovanni Torre

Come una stella cometa

La nostra avventura in coro insieme a Giovanni è stata vissuta con entusiasmo e intensità, e grazie a lui sempre proiettata verso nuovi progetti, tanto che il tempo ci è passato via così velocemente da lasciarci sorpresi quando ci ha ‘presentato il conto’. 50 anni sono volati, tante sono le cose realizzate, altre solo messe in cantiere, ‘in attesa di…’.

Questi alcuni titoli del repertorio e di concerti realizzati, in ordine quasi cronologico (il ‘quasi’ è doveroso, perché Giovanni era estraneo alla nozione spazio/tempo):

Dalla Lauda allo Spiritual. La preghiera e la lode a Dio nel canto del tempo e delle genti;

Riscopriamo i nostri canti

(fu memorabile e fruttuosissima l’amicizia e la collaborazione

col gruppo dei Viulàn);

– il recital Lasciateci cantare la pace (anche il martirio è una vittoria, una vittoria nel futuro);

Theatro dell’Udito: humori di corte e di contrade;

la Misa Criolla y Navidad nuestra di Ariel Ramirez.

Queste le opere eseguite in collaborazione con altri cori e orchestre: il Magnificat di Antonio Vivaldi; la Messa in Do maggiore K 337 di Wolfgang Amadeus Mozart; il Canto General di Pablo Neruda e Mikis Teodorakis. Inoltre, due progetti complementari, nati in ambienti e con personaggi contigui al Coro, ben raccontano la poliedricità di Giovanni: un recital in occasione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, e I bamboccianti delle note sporche, una raccolta di brani sbracati e popolareschi, ispirato all’omonimo movimento pittorico del XVII sec. Questo fu il merito di Giovanni: lasciare aperte le porte del coro e dell’intelligenza. La nostra sede poteva ricordare, in certi frangenti, il salotto di Andy Warhol in salsa emiliana, o lo studio televisivo di Renzo Arbore; grazie a quel clima di grande lungimiranza e propositività culturale abbiamo dato vita a decine di altre iniziative, spaziando dall’enogastronomia al teatro, dal cinema alle mostre fotografiche e allo sport, sempre con la competenza, la serietà, l’impegno che gioco e divertimento impongono. Una semplice trasferta in corriera diventava un set di Zelig, dormire nelle camerate degli ostelli un’occasione per imbastire avventure da raccontare ai nipotini… Sempre con la “riprovazione formale” di Giovanni. Le parole, le foto, i racconti non potranno mai restituire a noi, tantomeno spiegare ad altri, quanto è stato veloce e luminoso vivere nella coda di quella cometa.

Grazie Gio’.