In un momento storico dalle tinte cupe come quello che stiamo vivendo è ancora più importante continuare a tenere vivo proprio quello che sta agli antipodi della guerra: avvicinarsi, costruire, emozionarsi, ricordare; perseguire un obiettivo immateriale, che apparentemente esiste solo nel momento in cui accade (cantare insieme): e notare quanto sia invece tangibile e solido tutto ciò che deriva dal far musica insieme, settimana dopo settimana, prova dopo prova.
Apriamo dunque queste pagine ricordando Giovanni Torre, interprete multiforme e indimenticato scomparso nel novembre 2025, che tanto ha dato al proprio amatissimo coro, ad AERCO e alla coralità di una intera Regione: scopriremo il segno profondo che ha lasciato nelle parole dei coristi, di cui si è fatto portavoce Nino Bortolotti, e di Pier Paolo Scattolin.
Un fil rouge unisce e colora questo numero, ed è quello delle voci bianche. Leggeremo di coraggiosi progetti di ‘coralità diffusa’ che portano famiglie e studenti all’opera, e non solo come spettatori: il direttore reggiano Luigi Pagliarini ci racconta la storia di OSMIM OPERA, un laboratorio (con sede a Reggio Emilia) che in sette anni di attività «ha saputo intrecciare scuola, coro amatoriale e teatro di tradizione in un percorso annuale di crescita musicale e comunitaria», e che potrà essere di ispirazione per i tanti musicisti e insegnanti che lavorano quotidianamente con i ragazzi, a scuola e in coro. Andremo anche noi ‘a teatro’, per scoprire quali compositori abbiano inserito cori di voci bianche per i propri melodrammi e con quale significato, e… non dimentichiamo quanta bellezza custodisce la nostra Regione: fra i tanti teatri ‘all’italiana’ situati in Emilia-Romagna, il Teatro “Mariani” di Sant’Agata Feltria (RN) e il Teatro “Goldoni” di Bagnacavallo (RA) sono candidati all’iscrizione nella lista del Patrimonio mondiale UNESCO per il 2026, come ci racconta Matteo Unich.
Festeggeremo anche un importante compleanno, i 70 anni del Coro CAI di Bologna: una storia che continua tenendo vivo un repertorio, quello popolare e ‘di montagna’, che da sempre è un grande filo rosso della coralità emiliano-romagnola; una tradizione e un patrimonio corale di cui andare orgogliosi, che sarà protagonista anche del prossimo numero nella testimonianza di Giacomo Monica, da sempre impegnato nello studio e nell’interpretazione del canto popolare in tutte le sue forme (dalle melodie che incantavano le valli del nostro Appennino agli arrangiamenti colti).
E poi nuove avventure, nuovi orizzonti, nuovi capitoli. Iniziamo in questo numero ad intervistare i tre protagonisti dei nostri cori regionali che nel 2026 cominciano il proprio triennio di direzione: Elisa Dal Corso alla guida del Coro Giovanile, Daniele Sconosciuto al Coro Regionale e Marco Cavazza al neonato Coro da Camera dell’Emilia-Romagna. Innanzitutto conosceremo meglio la direttrice Elisa Dal Corso, già docente all’Accademia AERCO per direttori di coro e cantante dalla solida formazione lirica e musical, le sue idee per il repertorio del CGER (di cui pregustiamo alcune scelte originalissime, sia ‘classiche’ che folk) e il background tecnico che farà da sfondo, e sostanza, al suo lavoro (ear training polifonico, metodo Goitre e Modello Estill Voice).
Seguono le parole di Daniele Sconosciuto, che passa dalla direzione del CGER a quella del CRER: all’intervista fanno da contrappunto la viva testimonianza di Ivan Meschini, corista del CGER, a cui ho chiesto di mettere per iscritto le emozioni irripetibili e la magia della condivisione («l’unione fa la musica») che in questi anni si è creata, e consolidata, nel Coro Giovanile, ed il racconto di Patrizia Bernelich (delegata AERCO della provincia di Piacenza) dell’ultimo concerto del CGER con la direzione di Daniele, un momento indimenticabile a cui ho avuto la fortuna di assistere io stessa, in cui gioia, commozione, amicizia, musica, ‘unisono’ erano letteralmente tangibili.
E il Coro da Camera dell’Emilia-Romagna, che ad oggi ha già iniziato le sue prime prove sotto la direzione di Marco Cavazza? Appuntamento tra qualche mese, a FarCoro n. 2!
Infine, a riprendere il nostro fil rouge delle voci bianche ecco la recensione – che spero invogli tutti voi alla visione del film – di Les Choristes – I ragazzi del coro, delicata e intensa pellicola di Christophe Barratier che ha toccato il cuore di tanti di noi.
Buona lettura!



