In copertina: Silvia Perucchetti (foto di Marcello Romani)

A distanza di un anno torniamo ad occuparci di musica ispirata dalla figura di un santo: nel 2025 abbiamo realizzato un numero di FarCoro quasi integralmente monografico su Santa Cecilia, patrona della musica, mentre ora, a 800 anni dalla morte, andiamo alla scoperta di San Francesco d’Assisi e dei ‘pellegrinaggi musicali’ di cui è stato, e continua ad essere, protagonista.

Da Fratello sole, sorella luna, presente nel repertorio stabile di tanti cori, alle composizioni più complesse di Poulenc (le sue Quatre petites prières de saint François d’Assise sono oggetto di un approfondimento che continuerà sul prossimo numero), Malipiero, Messiaen, Suter e altri autori del grande ‘900, senza dimenticare un contemporaneo come John Rutter e il repertorio laudistico, che nasce e fiorisce proprio fra Umbria e Toscana nel periodo dell’infanzia di Francesco: tanta musica da ascoltare, analizzare e pronta da eseguire, grazie alla trascrizione moderna della trecentesca Lauda della donna curata da Donato Sansone.

In questo numero, che si apre con il ricordo di Fulvio Rampi, figura di prima grandezza nello studio, nell’interpretazione e nella divulgazione del canto gregoriano, raccontiamo il neonato Coro da Camera dell’Emilia-Romagna diretto da Marco Cavazza, che si è recentemente cimentato in un’opera importante, la Petite Messe Solennelle di Rossini: una grande sfida per un ensemble appena nato, e che è stata accolta con grande favore nel concerto di debutto a Zola Predosa (BO). In un piccolo, curioso focus leggeremo del ruolo giocato, nell’esecuzione della Messa, dall’harmonium, strumento amatissimo dal movimento ceciliano fra ‘800 e ‘900 ma oggi purtroppo pochissimo utilizzato: per il concerto del CCER il maestro Cavazza è riuscito a dar voce ad uno strumento proprio della stessa epoca di Rossini, recuperandolo da una sagrestia bolognese in cui… riposava, in attesa di essere nuovamente messo in funzione!

Particolare di un cantore (foto di Silvia Perucchetti)

Si collega poi direttamente con il numero precedente l’appassionato articolo di Giacomo Monica dedicato alla trascrizione e alla prassi esecutiva delle 19 armonizzazioni di canti popolari di Arturo Benedetti Michelangeli: su FarCoro n. 1 abbiamo infatti ospitato un resoconto della giornata di studi Cantare insieme la tradizione a firma di Luca Tessadrelli, in cui si sono affrontati temi affini e complementari. Ancora, gli esiti di ben tre concorsi importanti: il “Savani” di Carpi (che ha assegnato il GranPremio all’Aeolian Vocal Ensemble di Palermo), il “Città di Riccione” (riservato a cori scolastici e giovanili associativi), e la X edizione del prestigioso concorso intitolato a Lamberto Pietropoli, premio assegnato ogni anno ad una personalità del mondo corale (o ad un coro) che si sia distinta e resa meritevole; l’edizione 2026 è stata la prima ad essere organizzata nella nostra Regione (per la precisione a Castelnovo ne’ Monti, nell’Appennino reggiano), e siamo felici che abbia premiato Giorgio Susana, più volte docente del corso di Composizione corale per AERCO Academy.

In Repertorio è possibile scaricare partiture e ascolti dei brani vincitori di Corinfesta 2025, e non dimentichiamo naturalmente il tema della tecnica vocale e corale: nel nostro Salotto l’approccio «integrato, profondo e spirituale che considera la voce connessa alla nostra interiorità» di Giovanni Maria Rossi, mentre in Tecnica Leonardo Ian Vergari ci racconta cosa è alla base delle teorie di apprendimento musicale di Edwin E. Gordon, la Music Learning Theory (MLT), e del concetto di audiation, al fine di «recuperare il rapporto con il proprio corpo e con il proprio respiro» e «rafforzare quotidianamente il rapporto tra il corpo e il movimento, tra il movimento e il respiro, tra il respiro e la voce».

Chiudo questo editoriale lasciandovi finalmente al piacere di sfogliare le pagine di FarCoro (come sempre impaginato da Valentina Micciancio, che ringrazio per il paziente lavoro grafico), prendendo a prestito le parole di Leonardo Ian Vergari che descrivono ciò che avviene appena prima di iniziare a cantare: «sentire la musica dentro, sentirla nel respiro che prepara, nell’orecchio che immagina e nel silenzio che precede il suono, che è già musica».

Buona lettura!