Un compositore da riscoprire

In copertina: Guglielmo Mattioli (Reggio Emilia, 1857 – Bologna, 1924)

Guglielmo Mattioli (Reggio Emilia, 1857 – Bologna, 1924) fu compositore, organista, maestro di canto e armonia nonché direttore e ambìto insegnante nei Conservatori e Istituti musicali di Reggio Emilia, Parma, Pesaro, Bergamo e Bologna, in costante frequentazione di musicisti come Mascagni, Gianferrari, Bossi, Zuelli e Pizzetti. Il suo magistero gli permise di vincere concorsi e farsi conoscere a livello nazionale. All’interno della ricca produzione compositiva, imperniata in buona parte sulla musica sacra e corale, spiccano alcune opere cardine come L’Immacolata. Contemplazione mistica per soli, coro e grande orchestra su libretto di Alberto Caviglia e la Grande Messa di Requiem dedicata al figlio Giovanni, morto in guerra nel 1916.

Mattioli volgeva specifica attenzione alla musica cultuale e organistica, appoggiando con pieno convincimento gli orientamenti del movimento ceciliano che, tra la fine del XIX ed il XX secolo, riformò la musica sacra nell’ambito della Chiesa cattolica con l’obiettivo, attraverso il canto, di una maggiore partecipazione dei fedeli alla liturgia.

Egli praticò comunque anche altri generi compositivi: opera, musica strumentale per orchestra e da camera, brani per organo e pianoforte, opere teoriche, trattatistica. In particolare si segnala, su libretto del reggiano Naborre Campanini, che fu presentato al concorso Sonzogno del 1903 e interessò la critica nazionale. Molti compositori gli dedicarono le proprie opere.

Scarica la partitura nella trascrizione moderna di Andrea Caselli

Tra il 2024 e il 2025 si è concretizzato il progetto di una pubblicazione che mirasse a riscoprire la figura e l’opera di Guglielmo Mattioli a cento anni dalla scomparsa, comprensivo di un puntuale censimento di tutte le fonti, manoscritte e a stampa, reperibili nelle biblioteche italiane aderenti al Sistema Bibliotecario Nazionale e in alcuni archivi privati, e di un primo catalogo integrale delle opere del compositore; la diffusa disseminazione di musiche corali e organistiche del Mattioli in tutta Italia prova il favore di cui godette in vita nella coralità italiana che fioriva a cavaliere fra ‘800 e ‘900.

Guglielmo Mattioli, Ave Maria a quattro voci dissimili con accompagnamento d’organo o d’armonio ad libitum, manoscritto autografo (Bergamo, Biblioteca musicale Gaetano Donizetti, ms. Mattioli 76)

L’Ave Maria a quattro voci miste con accompagnamento d’organo o armonio ad libitum che qui presentiamo all’interno della rubrica Repertorio venne composta da Mattioli nel 1921 e dedicata a Giuseppe Rombaldi, arciprete di Rivalta (frazione di Reggio Emilia); la trascrizione moderna è a cura di Andrea Caselli.

Scopri di più sul repertorio ceciliano su FarCoro 2025, n. 2 e in particolare nell’articolo Il Cecilianesimo. Un movimento per la riforma della musica sacra di Ivan Portelli.