Un’usanza legata a Santa Cecilia

In copertina: Il Coro Casa della Carità di Lugo impegnato nella “Messa dell’Artista” in onore di S. Cecilia

A Lugo, da moltissimi anni, è presente e molto sentita un’usanza particolare legata alla ricorrenza di Santa Cecilia. Nella domenica più prossima alla ricorrenza della Santa, il 22 novembre, ha luogo infatti una celebrazione liturgica che segna l’inizio ufficiale della stagione concertistica dell’Associazione “Amici dell’Arte”, e che prende il nome di “Messa dell’Artista”.

Gli “Amici dell’arte” sono un’istituzione lughese storica, che vanta una tradizione pluridecennale di attività legate al mondo dell’espressione artistica: visite a musei e a mostre, viaggi di arricchimento culturale e – naturalmente – una ricca stagione concertistica che si tiene da novembre ad aprile-maggio di ogni anno. Come ogni altra associazione simile, soffre di una cronica penuria di fondi, di solito contrastata dall’entusiasmo dei suoi non molti aderenti, e la situazione è drasticamente peggiorata nell’ultimo biennio, in quanto il Teatro Rossini di Lugo (sede concertistica abituale e oggetto di un restauro che lo aveva tenuto chiuso per più di un anno all’inizio del presente decennio) è una delle vittime più illustri dell’alluvione che ha devastato la Romagna nel maggio del 2023 ed è quindi al momento inagibile. È in fase di costruzione un nuovo auditorium, che però stenta ancora a vedere la luce e non se ne conoscono i tempi dell’inaugurazione.

Roberto Tavalazzi, corista recentemente scomparso

Fin dalla sua fondazione l’Associazione ha scelto di inaugurare l’anno associativo e la stagione concertistica con la celebrazione di una Messa alla Chiesa del Carmine di Lugo, generalmente officiata dal priore pro tempore del convento carmelitano annesso. È la chiesa che custodisce i reperti più antichi della città, comprese le reliquie del santo patrono (Sant’Ilaro abate). Ad animare la celebrazione eucaristica vengono chiamati, dall’Associazione stessa, artisti lughesi che si distinguano nel campo del concertismo e che ritengono un onore partecipare a questo appuntamento tradizionale.

Nel corso degli anni la Messa dell’Artista ha visto esperienze eterogenee, ma sempre connotate dalla presenza esclusiva di artisti legati all’ambito lughese e che potessero offrire un’esecuzione di livello; ricordo in particolare con affetto il tenore Fabrizio Facchini, coetaneo, amico e compagno di studi dello scrivente, mancato improvvisamente alcuni anni or sono, e in epoche precedenti il gruppo strumentale formato dai docenti e dai migliori allievi dell’Istituto musicale “Malerbi” di Lugo. Negli ultimi anni è stato chiesto di frequente al Coro “Casa della Carità” da me diretto di occuparsi della parte musicale della celebrazione. La prima volta risale ad oltre un ventennio fa, mentre l’ultima è stata l’edizione più recente, il 24 novembre dello scorso anno. In quest’ultima occasione il coro, che si è avvalso della maestria del M° Antonio Amoroso all’organo e del soprano Antonia D’Ambrosio, ha eseguito musiche di Bach, Beethoven, Fauré (nell’occasione del centenario della morte), Vivaldi, Haendel, oltreché di autori legati all’ambito locale come Alberto Frabetti, fondatore e primo direttore del coro stesso, o di Angelo Creonti, illustre direttore di banda, compositore e docente di armonia complementare per molti anni presso il Conservatorio “Martini” di Bologna, carissimo amico di chi scrive.

Edward Burne-Jones, Saint Cecilia, 1900 circa (Princeton University Art Museum, Princeton, New Jersey)

Un ultimo appunto e un ricordo affettuoso: tra i bassi del coro cantò in quell’occasione un mio amico ed ex allievo di solfeggio, Roberto Tavalazzi, di 56 anni, corista da molti anni e sempre assiduo alle prove, sorridente e tranquillo. Purtroppo, è stata la sua ultima partecipazione a un concerto, perché nel giro di un mese esatto, la Vigilia di Natale, un tumore devastante ce lo ha portato via.