Per coro di voci bianche, orchestra o pianoforte
In copertina: Il Coro GIOI (Coro Giovanile Imolese) diretto da Sebastiano Cellentani
Genio è un brano che ho composto nell’estate del 2023.
Durante l’anno scolastico, mentre insegno educazione musicale nelle scuole secondarie di primo grado, capita che nuove idee musicali inizino a farsi strada nella mia mente. Queste idee solitamente restano tali fino al termine degli impegni istituzionali e solo in luglio e agosto, con il rallentare dei ritmi quotidiani, riesco a dar loro una forma finita.
In questa fase di “limbo scolastico” però le idee non stanno come chiuse in un cassetto ferme ad aspettare, ma al contrario si sviluppano con apparente autonomia: ad un certo punto decidono di manifestarsi e svelare un pezzetto della forma che hanno intenzione di acquisire.
Alcune volte è molto evidente in esse una relazione con il vissuto dei mesi precedenti, altre volte invece lo è molto meno. Certo è che la composizione è una brillante maniera per conoscere se stessi e, come ha detto Sofija Gubajdulina, è un modo per “ricomporre una propria integrità spirituale”. Una definizione che condivido pienamente.
La prima intuizione per Genio è stata la cellula melodica, fortemente connotata sotto il profilo ritmico; essa ha definito fin da subito anche il carattere armonico del brano. Insieme, questi primi elementi, mi hanno guidato nella individuazione del soggetto: la figura del Genio della lampada nella fiaba di Aladino.
Quando scrivo testi originali per i miei brani, cerco sempre di affrontare temi che stimolino una riflessione sui grandi valori della pace e della salvaguardia dell’ambiente. Ho immaginato, quindi, un bambino di oggi che ascolta la storia di Aladino e si immedesima nel protagonista. Di fronte all’occasione di esprimere tre desideri, non ha alcun dubbio su quali scegliere: i suoi desideri sono chiari, urgenti, e parlano del nostro tempo. Per questa canzone è nata quindi prima l’idea melodica rispetto al testo, ma le due componenti si sono immediatamente plasmate l’una sull’altra. Certamente la musica, quale “ancella della parola”, è la forma di connubio più sublime che esista, ma ciò non deve precludere a mio avviso la possibilità di esplorare anche altre maniere di trattarle.
La struttura
La struttura formale del brano è semplice: A-B-A, con l’aggiunta di un “ponte” (da batt. 37 a batt. 52) che collega la prima A a B e che conserva il modulo ritmico di A. Sono presenti anche una breve introduzione e una coda fatte con lo stesso identico materiale, che conferiscono quindi circolarità e maggior compiutezza alla composizione. La parte A (da batt. 5 a batt. 36) è in Si minore, mentre B (da batt. 53 a batt. 84) in Si maggiore. B è ottenuta da una variazione della cellula tematica di A. Per rinnovare l’ascolto, la parte B modula mezzo tono sopra (Do maggiore) esattamente a metà.
Conclusa la parte B, ritorna A (da batt. 85 a batt. 108) nel nuovo tono raggiunto (Do) ma recuperando il modo minore, e con questo tono si conclude anche il brano. Anche dal punto di vista espressivo le due parti A e B sono caratterizzate in maniera opposta. In A è evidente la presenza di brevi frasi musicali che terminano con parole tronche, spezzando così il fluire del discorso musicale. La sensazione è quella di un’alternanza di movimento e improvvisa fermata. Per questa ragione è importante che il coro canti le ultime sillabe di tutte le frasi della durata esatta, cioè corte. Nella parte B invece finalmente si libera il fluire continuo del discorso, dando così soddisfazione al bisogno indotto dal ripetersi del ritmo interrotto di A. La parte B corrisponde al momento in cui il bambino elenca tutti i desideri che vorrebbe veder realizzati; anche per questo l’innalzamento di mezzo tono a metà di B è funzionale al rinforzare l’intensità con cui il bambino esprime i suoi desideri. Nel ritorno alla sezione A, è il Genio a prendere la parola: fa notare al bambino che i suoi desideri si possono riassumere in due soli. Se ne ha un terzo da esprimere, è il momento di farlo. Dopo un attimo di silenzio, il bambino risponde: sì, c’è ancora qualcosa che desidero tantissimo… gelato a volontà!
Ho voluto chiudere il brano così, per custodire un frammento di innocenza, quella che ogni bambino dovrebbe potersi permettere. In un mondo dove troppo spesso i più piccoli assorbono le inquietudini degli adulti e si trovano a fare i conti con responsabilità che non gli appartengono. Da padre, prima ancora che da compositore, spero possano ancora restare bambini, capaci di desiderare con leggerezza, di sognare, di giocare, come è giusto che sia.
Come eseguire Genio
Negli ultimi tre anni ho proposto questo brano a bambini e ragazzi dai 5 ai 14 anni, in scuole primarie e secondarie, cori scolastici ed extra scolastici. Ho potuto constatare che il brano suscita sempre entusiasmo ed è accessibile anche ai coristi in via di formazione per la comodità del registro vocale della melodia e del suo andamento discendente in modo minore.
Prima dell’apprendimento della parte cantata, propongo sempre un lavoro preparatorio sul significato del testo e sulla sua scansione ritmica, poiché, per la sua lunghezza, rappresenta certamente una delle difficoltà principali del brano.
Genio è pensato per coro di voci bianche e pianoforte.
Può essere eseguito ad una voce oppure a due voci, armonizzando per terze la sezione di B nel momento in cui modula in Do maggiore. È possibile anche arricchire l’esecuzione tramite una parte ritmica realizzata con strumenti musicali o body percussion.
Ne ho realizzata anche una versione per coro e orchestra, versione che colora con maggiori sfumature l’atmosfera fiabesca del racconto.
Ascolta
Sul mio canale Youtube è possibile ascoltare la versione per coro e orchestra realizzata dai due formidabili cori del M° Fabio Pecci: il coro di voci bianche “Le Allegre Note” e il coro giovanile “Note in Crescendo” di Riccione, insieme alla FGR “Filarmonica Gioacchino Rossini” diretti dal M° Antonio D’Antonio. Sempre su Youtube è possibile ascoltare e scaricare: la base per orchestra (finalizzata all’utilizzo in concerto); la versione per lo studio della parte cantata, per cui ringrazio Alida Oliva, inestimabile professionista e carissima amica.
Vorrei poter elencare tutta una serie di riflessioni fatte da importanti musicisti; riflessioni che spiegano l’importanza di educare i bambini alla musica. Mi limiterò per ovvie ragioni di spazio a due soltanto:
«Non si deve insegnare la musica ai bambini per farli diventare grandi musicisti, ma perché imparino ad ascoltare e, di conseguenza, ad essere ascoltati»
Claudio Abbado
«La nostra era di meccanizzazione ci porta lungo una strada che porta all’uomo stesso come macchina. Solo lo spirito del canto può salvarci da questo destino»
Zoltán Kodály
1.
Tanti, troppi anni fa Quanti fa? Chi lo sa? Nella calda Agrabath Che opportunità!
Dentro ad una lampada un Genio che
Un due tre Desideri avvererà a Chi li esprimerà.
Se ora capitasse a me Desideri, un due tre, Quali vorrei scegliere Dubbi non ce n’è.
2.
Misterioso genio che
I miei sogni puoi avverar Non so come lo sai far Ma ti chiedo di provar.
Presto su, cominciam! Si, funzionerà. Presto su, cominciam! Poco tempo abbiam!
I ghiacciai sui Pirenei Subito io rivorrei. Alberi a volontà Anche qui in città!
3.
E nel mare niente più Che il suo bel colore blu. Tanta coscienziosità Per l’umanità
Poi vorrei che lunedì, martedì e tutti dì, Si smettesse di parlar di guerre e crudeltà.
Che non debba più cambiare Quando c’è il telegiornale. Solo news in quantità
Di pace e libertà.
4.
Questi sono due di tre Ora ti chiedo se il Terzo desiderio c’è. Fammelo saper.
Pace e festa accanto a me. Gli animali come re. Mari e boschi prosperi, Che altro puoi voler?
Ora che ci penso c’è un Altro desiderio in me Crema panna e fragola… Gelato a volontà!







