“Amici miei venite qui, cantate assieme a me…”
In copertina: Il Coro Bismantova a Montecitorio (dicembre 2008)
Per quasi 10 lustri queste parole sono state l’ingresso a ogni nostra esibizione, il biglietto da visita con cui il Coro Bismantova si è presentato al proprio pubblico. L’incipit della canzone “Amici miei”, è il perfetto esempio di quello che ci ha tenuto uniti per tanti anni, ovvero il semplice desiderio di condividere con gli amici le nostre voci e le nostre emozioni.
Mai è importato se davanti avevamo i nostri sostenitori storici o qualche persona di passaggio, il nostro messaggio è sempre stato lo stesso: “il coro è fatto di cantori e ascoltatori, e se qualcuno ha il tempo di fermarsi ad ascoltare diventa automaticamente parte del coro, quindi nostro amico”.
In tanti anni il Coro Bismantova è stato voce e appartenenza, voce di un territorio unico e caratteristico, Castelnovo ne’ Monti e l’Appennino reggiano, fatto di persone forgiate dal vento e dalle montagne. Appartenenza alla montagna che dà il nome al coro stesso, Bismantova, sasso fuori dal contesto dell’Appennino, ma che allo stesso tempo lo caratterizza e lo rende riconoscibile al mondo.
Quando siamo nati, nel lontano 1975, non potevamo dedicare le nostre voci ad altro nome che non fosse quello, quella Pietra che incanta e ha incantato da sempre artisti, musicisti e poeti fino ad arrivare al sommo Dante Alighieri che nell’ardire della sua opera ha incastonato tale monolite in meravigliose terzine donate ai posteri.
Ci risulta impossibile racchiudere 50 anni in poche righe, impossibile descrivere le centinaia di ore passate a provare, i tantissimi concerti e le migliaia di chilometri che il coro ha percorso per portare in giro per l’Europa e nel mondo la propria voce, per cercare di regalare e farsi regalare tutte quelle emozioni che ognuno di noi si porta dentro. E poco è importato se si è cantato per 1000 o una persona, il nostro motto è sempre stato “chi c’è c’è”, perché a chi ha avuto voglia di ascoltarci abbiamo sempre dedicato ogni nostro sforzo e tutta la nostra gratitudine.
Nato nel 1975 a Castelnovo né Monti (RE) per iniziativa di alcuni giovani appassionati, e guidato da sempre dal maestro Giovanni Baroni, il Bismantova ha raggiunto questo traguardo grazie alla passione di ogni sua singola voce, appoggiato sempre da una comunità che lo ha benvoluto e supportato.
Oggi si trova a contare 35 cantori che spaziano dai 17 agli ottant’anni. Oltre 100 i brani di un repertorio che, pur partendo da una sua base classica, ha cercato nel tempo, anche grazie alla lungimiranza del suo maestro, di snodarsi sempre in nuove direzioni, ma senza mai perdere di vista le sue origini.
Nella sua cinquantennale attività, in cui ha eseguito circa 1000 concerti, il coro ha partecipato a rassegne corali ed eventi in ogni parte d’Italia, ottenendo sempre lusinghieri consensi. Ha effettuato cinque incisioni discografiche: …da amici, Cantando, In Armonia, Alla Regina dei monti e Misa Criolla.
Dal 1981 organizza a Castelnovo ne’ Monti, in luglio, la “Rassegna Corale Castelnovese”, importante raduno corale a carattere nazionale ed internazionale a cui hanno partecipato i più importanti cori italiani. Il Coro inoltre organizza ogni anno un altro importante evento culturale itinerante, “Parole e immagini in concerto”, in cui i canti si fondono con testi letterari e immagini fotografiche. Questo spettacolo, ambientato nei luoghi più suggestivi dell’Appennino reggiano, ha visto la collaborazione di importanti artisti come Ivana Monti, Marina Coli, Mara Redeghieri, Giovanni Lindo Ferretti ed il grande compositore Bepi De Marzi, con cui il Coro vanta una amicizia storica. In questi 50 anni di attività il coro ha compiuto inoltre 28 trasferte all’estero, esibendosi in Belgio, Romania, Francia, Svizzera, Danimarca, Germania, Slovacchia, Portogallo, Spagna, Croazia, Bosnia-Erzegovina, Grecia, Brasile e Bielorussia.
Il Coro Bismantova, che ha cantato in diretta sulla prima e seconda rete della televisione italiana, nel dicembre del 2008 ha partecipato al Concerto della Coralità di Montagna a Palazzo Montecitorio in Roma.
Ecco un ricordo di quel momento:
«Chi lo avrebbe detto che, dopo tanti concerti, ci sarebbe capitato di emozionarci ancora come se fosse la prima volta! Entrare nelle sale di Montecitorio, sedersi fra i banchi di quell’aula e rendersi conto della fortuna di essere li e della stima che ci è stata accordata con quest’invito, son cose che spezzano la voce e fanno tremare le gambe. Due canzoni. Due canzoni che cambiano la storia di un coro, che si imprimono nella memoria per sempre. Una Alla Regina dei monti, dolcemente sussurrata; e una, Maremma amara, cantata con il vigore e la voglia di dimostrare che siamo fieri di essere lì, per noi, per i nostri amici e per dar voce alla nostra Pietra di Bismantova, a cui il coro deve tanto».
Il Coro Bismantova inoltre ha sempre guardato fiducioso al futuro e, da circa 10 anni, include nella propria associazione (APS), affiliata ad AERCO fin dagli anni ‘80, una sezione Giovanile mista denominata Coro PiccoloSistina, diretta da Chiara Baroni.
Ad oggi il Coro PiccoloSistina, realtà ormai radicata nel movimento della musica corale italiana, con un repertorio che si snoda fra il classico e il pop, può contare su 25 cantori e innumerevoli esibizioni, sempre accolte con grande entusiasmo dagli spettatori. Da alcuni anni, infine, alla “famiglia allargata” del Bismantova si è aggiunto il coro femminile Lunae cantores, anch’esso diretto da Chiara Baroni.
Per celebrare degnamente il cinquantesimo anniversario della fondazione il Coro ha raccontato la sua storia in un libro, presentato a fine ottobre in occasione del concerto del cinquantesimo. Curato dal giornalista castelnovese Luca Tondelli, il libro si intitola Venerdì ore 21. Cinquant’anni di canti, racconti e storie del Coro Bismantova; nella spiegazione del titolo c’è forse lo spirito alla base della vita del nostro e di tutti i cori:
“Venerdì ore 21”, ecco la risposta che viene data ad ogni papabile nuovo corista alla domanda: “ma quando ci si trova?”. Solitamente sono i coristi a cercare altri cantori, e quando si chiede a qualche bella voce (ma anche solo una voce intonata) di entrare nel gruppo del coro, la prima domanda è sempre quella, seguita dalla frase: “Sì, ma io non ho mica tempo”. Beh, chi trova per la prima volta quel “tempo” non ne potrà mai più fare a meno, farà di tutto per esserci, il venerdì alle 21, perché entrare in quella sala, prendere una partitura e fare uscire la voce diventa una dipendenza che lega amicizia, passione, impegno e divertimento, fino a trasformarli in un unico soggetto amato dagli altri suoi compagni: un corista.











